Il Tirreno

Grosseto

A DISTANZA DI UN ANNO

Con Mare Amore Mio e Unicoop Tirreno il Moby Dick toglie il 100% di bottigliette

Francesca Ferri
Da sinistra Roberto Giomi, coordinatore Soci Unicoop Tirreno, e Simone Guerrini, titolare del Moby Dick (foto Agenzia Bf)
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Da sinistra Roberto Giomi, coordinatore Soci Unicoop Tirreno, e Simone Guerrini, titolare del Moby Dick (foto Agenzia Bf)

Dal contest del nostro quotidiano, il bagno si è aggiudicato 2.500 euro per un erogatore di acqua. Ecco i risultati.   

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GROSSETO. Chiamatelo gioco, perché di questo si è trattato. Ma aggiungeteci anche gli aggettivi “utile”, “ecologico”, “fruttuoso”. Esattamente un anno fa Il Tirreno festeggiava la conclusione del gioco a tagliandi “Mare Amore Mio”, che per tutta l’estate 2019 ha fatto gareggiare tra loro gli stabilimenti balneari della costa grossetana, da Follonica a Capalbio, all’insegna del plastic free, la messa al bando della plastica usa e getta. A partire dalle bottigliette d’acqua.

Per il bagno più votato, il primo premio, messo in palio dal main sponsor Unicoop Tirreno, è stato un buono di 2.500 euro per acquistare un erogatore di acqua potabile da installare nella struttura per dire addio alle bottiglie (Unicoop Tirreno ha regalato anche cinque aperitivi Fior fiore Coop e 500 borracce).

Con l’impegno dell’acquisto ci lasciammo, la sera del 29 agosto sul palco del Porto della Maremma a Marina di Grosseto, insieme al bagno e ristorante Moby Dick di Simone Guerrini, appena decretato supervincitore. Come è andata a finire?

Ieri Il Tirreno è tornato a Marina al Moby Dick, insieme a Roberto Giomi, coordinatore Soci Unicoop Tirreno. Be’, la risposta è: è andata al cento per cento bene.

«Grazie a questo erogatore abbiamo eliminato del cento per cento le bottigliette di plastica dal ristorante – spiega Guerrini – e, dal punto di vista economico, abbiamo avuto un risparmio di 3mila euro. Abbiamo ridotto moltissimo anche quelle al bar, grazie al fatto che l’erogatore ci permette di ricaricare le borracce dei clienti. Addirittura abbiamo notato che molti chiedono espressamente l’acqua dell’erogatore, invece che quella in bottiglia, perché la trovano più buona, nonostante noi teniamo le migliori marche sul mercato».

Naturale, frizzante, fresca e a temperatura ambiente: la macchinetta è stata installata al bar a maggio e dal primo giorno di apertura del bagno non ha più smesso di far sgorgare acqua.

«Purtroppo l’emergenza sanitaria per il Covid ci ha costretti a rivedere in parte il progetto iniziale – dice Guerrini –. La macchina l’abbiamo ordinata a febbraio ma ci è stata installata solo a maggio, dopo il lockdown. Avremmo voluto metterla a disposizione diretta dei clienti ma le norme anti-Covid ce lo hanno impedito».

Seppur con queste inaspettate limitazioni, la formula dell’acqua purificata erogata direttamente in borraccia – sempre Unicoop ne ha donate 500 nell’ambito di Mare Amore Mio – è piaciuta, ha risparmiato plastica inutile e ha contribuito a rendere un po’ più pulito il nostro mare.

Una goccia, si dirà, nel preoccupante crescendo di inquinamento da plastiche e microplastiche che affliggono mari e oceani. Ma, del resto, non nascono proprio dalle gocce i mari e gli oceani? Ogni gesto, dal più piccolo al più grande, contribuisce ad arrivare al risultato.

Coop lo sa bene, avendo iniziato in tempi ancora non sospetti la sua marcia verso le buone pratiche sostenibili, nel cui solco si inserisce anche la sponsorizzazione di Mare Amore Mio.

«La prima campagna di Coop contro la plastica risale al 1980 per sensibilizzare al riciclo e al riutilizzo dei sacchetti di plastica – spiega Roberto Giomi –. Nel 1984 ci fu la campagna “Bianco il bucato, azzurro il mare” in occasione dell’eliminazione del fosforo dai detersivi. Nel 1995 l’adesione alle linee guida per una maggiore tutela ambientale». Nel corso degli anni la Coop si è concentrata nell’offrire prodotti sempre più rispettosi dell’ambiente. Nel 2012 ha reso i cotton fioc biodegradabili, con ben sette anni di anticipo sulla normativa (2019); la prima a vendere piatti e bicchieri usa e getta in amido di mais (2004); bottiglie in plastica più leggere, con meno plastica (2010). E poi le prime capsule del caffè compostabli (2016), fino all’eliminazione di stoviglie monouso in plastica dai supermercati, a partire nel 2019 da Castiglione della Pescaia e all’Elba.

Un impegno che si è rinnovato anche per il contest del Tirreno Mare Amore Mio. E i cui risultati non si sono fatti attendere. —
 

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