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L’odissea di un pensionato «Vogliono che ci si curi andando agli studi privati»

Giovanna Mezzana
L’odissea di un pensionato «Vogliono che ci si curi andando agli studi privati»

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C’è un interrogativo che da giorni si pone Cesare Gennai, pensionato di 75 anni che abita a Monterotondo Marittimo: lo “tortura” da quando ha intrapreso la sua odissea per sottoporsi a un esame strumentale e a una visita medica di controllo. Ebbene, si chiede: «Le disfunzioni (così le definisce) del Cup dipendono dal coronavirus oppure da una volontà politico-dirigenziale che punta a indurre i cittadini a ricorrere alla sanità privata, disertando gli ambulatori Asl di periferia, che così possono essere chiusi?». Gli preme ottenere una risposta tant’è che ha sottoposto la sua domanda al presidente della Regione Enrico Rossi e al direttore generale dell’Asl sud est Antonio D’Urso: l’email indirizzata a quest’ultimo, però, precisa il pensionato, «è tornata indietro, nonostante – dettaglia – l’abbia inviata all’indirizzo trovato sul sito web dell’Asl, ausltoscanasudest@postacert. toscana. it». Intanto racconta le sue peripezie.

È il 7 luglio quando Cesare Gennai si reca dal suo medico di famiglia che gli prescrive un elettrocardiogramma e una visita medica di controllo dal cardiologo. Con le due prescrizioni mediche alla mano – due “fogli” distinti – il pensionato contatta il Cup: «Dopo quaranta minuti di attesa – precisa – riesco a parlare con un operatore». «L’elettrocardiogramma – descrive – mi è stato dunque fissato per il 25 agosto, alle 11, a Massa Marittima, mentre per la visita di controllo con il cardiologo mi è stato detto che le opzioni erano tra Orbetello, Manciano e Castel del Piano». Il pensionato comincia a chiedersi che senso ha fare l’esame strumentale da una parte e il controllo con il professionista altrove, ma non intende far perdere tempo all’operatore: «Ho accettato di andare a Orbetello, il 26 agosto, il giorno successivo all’elettrocardiogramma».

A Ferragosto incontra un amico: «Mi dice che il cardiologo Spinelli – racconta ancora – tornerà a visitare all’ambulatorio Asl di Monterotondo Marittimo il quarto mercoledì del mese». Così Gennai contatta «il numero verde dell’Asl – dice – per chiedere se sia effettivamente così». Risposta negativa, forse l’amico non è stato preciso.

Passa qualche giorno e il pensionato decide di spostare la visita di controllo a Orbetello: «Mi sono collegato al sito web dell’Asl – racconta – e ho visto che c’era disponibilità a Follonica. Così ho scelto quell’opzione, per l’8 settembre». Il 23 agosto gli viene uno scrupolo: vuole controllare se la variazione – da Orbetello, il 26 agosto a Follonica, l’8 settembre – è stata registrata correttamente dal sistema; «Mi sono ricollegato – dice – e ho visto che la mia visita di controllo era sempre fissata per il 26 agosto a Orbetello. Così ho contattato il Cup per fare la variazione telefonicamente ma l’operatore mi ha detto che ormai era troppo tardi, che eravamo nelle 48 ore precedenti l’appuntamento, e non si poteva modificare».

Così Gennai getta la spugna e, intanto, il 25 agosto si reca a Massa Marittima per fare l’elettrocardiogramma. «Ed è qui che un’infermiera tanto cortese – dettaglia – mi ha chiesto: “Mi scusi, ma perché ha due prescrizioni distinte e perché non fa tutto, elettrocardiogramma e controllo, all’ambulatorio di Monterotondo Marittimo visto che abita lì? ». Il pensionato le risponde che è proprio ciò che avrebbe voluto, ma che non era stato possibile. «Così l’infermiera ha verificato se c’era questa possibilità e mi ha detto: “Vada domani a Monterotondo”. Il giorno dopo sono andato all’ambulatorio Asl di Monterotondo e ho fatto l’elettrocardiogramma e la visita di controllo». Da qui, l’interrogativo di partenza. –



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