Sicurezza
Nuova vita per la ciminiera dell’ex Ilva
Il Comune ha stanziato 77mila euro per il recupero del manufatto che svetta sulla città fabbrica di Follonica
follonica
È passato quasi un anno da quando la ciminiera che svetta al centro del complesso dell’ex Ilva è stata dichiarata pericolante e oggi il Comune di Follonica ha stanziato 77mila euro per restaurare il bene protetto da vincolo.
La richiesta era arrivata direttamente dagli uffici del Comune di Follonica che avevano ricevuto una segnalazione da parte di un privato cittadino.
I vigili del fuoco avevano quindi fatto tutti gli accertamenti del caso sull’alta ciminiera che un tempo serviva l’impianto dell’ex Ilva.
I vigili dopo una ricognizione esterna, con l’ausilio dell’autoscala, non avevano però potuto valutare le condizioni effettive della ciminiera che è sotto il vincolo della Soprintendenza per le Belle Arti e, in accordo con il Comune di Follonica, era quindi stato deciso di fare un secondo sopralluogo con l’aiuto di un mezzo che potesse arrivare all’altezza della stessa ciminiera, così da fare una valutazione più precisa. Per arrivare alla decisione il Comune di Follonica ha avviato un dialogo serrato con la soprintendenza dei beni culturali, l’ente che deve intervenire prima di ogni altro sulla decisione da prendere visto che tutta l’area è soggetta a vincolo. Oggi, dopo tutte le indagini del caso, è stato deciso il ripristino della ciminiera ed è stato approvato il progetto esecutivo.
L’intervento è stato inserito negli strumenti di programmazione del Comune di Follonica ed in particolare nelle delibere del Commissario prefettizio e il progetto che è stato posto a base di gara è stato presentato il 31 luglio scorso.
Sarà quindi il Comune a stanziare i fondi per l’intervento anche se l’ente non è ancora proprietario della vecchia fabbrica dell’Ilva che, di fatto, è del Demanio.
L’ex Ilva, il nucleo originario della città fabbrica, ad oggi si trova in un’importante fase di transizione: le case un tempo abitate degli operai sono state chiuse e ad oggi per quelle abitazioni è in corso un’importante acquisizione svolta attraverso il federalismo demaniale culturale, ovvero quello strumento per permettere agli enti territoriali di diventare proprietari degli immobili dello Stato sul proprio territorio. Beni abbandonati o non utilizzati al meglio, come appunto le case dell’Ilva.
Il problema legato a quella struttura è stato però anche un altro: sotto al fumaiolo, in un appartamento, viveva senza averne titolo una donna di 74 anni che nei mesi scorsi è stata allontanata e trasferita in una nuova abitazione.
Oggi la zona è stata completamente recintata e messa in sicurezza e l’attesa è per l’inizio dei lavori.
La paura di molti era quella che la ciminiera alta 40 metri potesse essere abbattuta ma grazie all’interessamento di Comune, della Soprintendenza e degli addetti ai lavori il progetto di recupero è stato già programmato. —
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