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Il sindaco Giuntini: «Chi ha ucciso Mina ha passato il limite»

giulia sili
Il sindaco Giuntini: «Chi ha ucciso Mina ha passato il limite»

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masa marittima

Non è passata sotto traccia la morte di Mina, la gattina di 5 mesi uccisa a sassate da dei ragazzi nella notte di sabato scorso. Da molti giorni nella città di Massa Marittima si continua a discutere di quanto avvenuto, non solo per la violenza inferta ad un essere indifeso come una gattina ma anche e soprattutto per il gesto inconsulto compiuto da degli adolescenti.

Il fatto è stato oggi commento anche da sindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini, dopo alcuni giorni di riflessione su quanto avvenuto. La gattina è stata uccisa lo scorso fine settimana da alcuni ragazzini che l’hanno presa a sassate mentre si trovava nel giardino della sua casa. I giovani sono stati interrotti da un passante che ha visto la scena e li ha richiamati. Purtroppo però è stato troppo tardi e l’uomo, un turista, ha raccontato quello che aveva visto ai proprietari della gattina che hanno sporto denuncia alle autorità competenti. «L’uccisione di Mina, la gattina di Andrea Lippi presa a sassate, è un atto vergognoso a cui tutti noi ci ribelliamo – ha detto il primo cittadino – ho dato indicazioni precise alla polizia locale e chiesto alle altre forze dell’ordine affinché si indaghi a fondo per trovare i responsabili. È stato un atto crudele compiuto alla fine di un crescendo di atti di vandalismo che, presenti un po’ dappertutto, non hanno risparmiato Massa Marittima».

Il primo cittadino parla di bottiglie e vetri rotti, campane dei rifiuti rovesciate, tavoli distrutti al lago dell’Accesa, impianti sportivi presi di mira e di un tentativo di incendio al Castello di Monteregio. Niente in confronto a quanto accaduto sabato sera: «Con questo gesto, però, si è oltrepassato un limite – dice Giuntini – si oscura la pietà e si rischia di innescare una spirale perversa».

Dura la reazione di Giuntini in merito alle reazioni scomposte che si sono potute osservare sui social. In tanti, commentando online l’accaduto, hanno infatti reagito con altrettanta violenza: «Sono stato molto incerto se intervenire pubblicamente – ammette il primo cittadino – non mi era piaciuta la piega che il dibattito ha preso sui social: insieme al giusto sdegno manifestato dalla maggior parte, altri si sono messi ad invocare punizioni esemplari, legnate, lapidazioni e perfino “sorti analoghe a quelle della povera gattina».

« Nessuno, o nella migliore delle ipotesi solo qualcuno, ha detto che quelli che fanno queste cose sono ragazzi cresciuti nella nostra comunità, che frequentano le nostre associazioni e le nostre scuole - aggiunge il sindaco - sono nostri figli a cui non siamo stati capaci di insegnare la cultura delle regole, del rispetto, del civismo della quale, noi massetani, abbiamo sempre detto di andare fieri. Voglio essere chiaro – prosegue Giuntini – Non li giustifico e non dico che sono ragazzate, sono convinto che vadano trovati e puniti, che ci voglia un maggiore controllo sociale e, magari, anche qualche cittadino che quando si imbatte in atti di vandalismo non si giri dall’altra parte per quieto vivere ma denunci chi trasgredisce».

Sulla questione è poi intervenuta anche l’associazione animalista Lena Nazionale per la difesa del Cane che, come i proprietari della gattina, ha deciso di sporgere denuncia. «È inquietante pensare che questi ragazzi saranno gli adulti di domani – dice l’associazione – devono essere rieducati al rispetto di ogni vita».

«Un’ennesima storia terribile, ancora di più perché stando a quanto riferito gli assassini sono tre ragazzini adolescenti – commenta Piera Rosati, presidente Lndc Animal Protection – Mi auguro che a nessuno venga in mente di definirla una ragazzata». — giulia sili

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