Sicurezza
«Dicevano che era già morta: è viva grazie ai due bagnini»
grosseto
«Mi dicevano di lasciar perdere, che era già morta, che non c’era nulla da fare. Io ho urlato loro di andare via, ho detto loro: andate via, cafoni ignoranti». Ha la voce rotta dal pianto, Luciano Corsi. Lui è il marito di Paola Fabbrini, la settantaquattrenne che giovedì si è sentita male mentre stava facendo il bagno al mare, davanti al club velico, nella zona di Shangai. La donna è ancora ricoverata in gravissime condizioni nel reparto di sub intensiva dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Ma Luciano, che ogni giorno da giovedì si alza e va nel negozio di cornici della sua Paola in via Giusti, vuole ringraziare chi, giovedì sulla spiaggia, ha permesso a sua moglie di continuare a vivere: i due bagnini che l’hanno tirata fuori dall’acqua insieme all’uomo e che hanno cominciato immediatamente a rianimarla, in attesa che arrivasse l’ambulanza del 118. E anche il comandante della guardia costiera, che, con i suoi uomini, ha aiutato i soccorritori a portare via la settantaquattrenne, allontanando i curiosi e permettendo che venissero fatte le manovre di rianimazione. «Quando i bagnini hanno portato Paola fuori dall’acqua - dice - hanno cominciato a massaggiarla: le hanno fatto uscire tanta acqua dalla bocca, uno le teneva i piedi in alto, mentre io cercavo di farle la respirazione bocca a bocca. Intorno a noi c’erano persone che passavano e ci dicevano che mia moglie era già morte e che sarebbe stato inutile continuare: invece noi non ci siamo arresi e Paola è viva». È una coppia inossidabile quella dei coniugi Corsi. «Ci siamo sposati nel 1965 - ricorda Luciano - e siamo sempre stati insieme. Giovedì sera mia moglie mi ha chiesto di andare con lei a fare il bagno ma era tardi: le ho detto che sarei rimasto lì a guardarla, che non l’avrei persa di vista e così è stato». Ma dopo pochi minuti, l’ottantunenne si è accorto che qualcosa non andava. «Faceva sempre il morticino in acqua - dice - ma giovedì sera aveva le braccia lungo al corpo, non le muoveva. È per quello che mi sono allarmato». La donna probabilmente ha avuto un malore improvviso che l’avrebbe potuta uccidere. Aveva girato la testa che era entrata in acqua e stava bevendo. Se Luciano non avesse notato quei pochi dettagli, Paola non ce l’avrebbe fatta. «Sono entrato in acqua con i bagnini e l’abbiamo portata fuori - dice ancora Luciano - Hanno subito cominciato a rianimarla e hanno utilizzato anche il defibrillatore». Il cuore della donna ha ripreso a battere e i sanitari del 118, dopo averla intubata, l’hanno accompagnata con l’ambulanza all’ospedale di Grosseto.
Ora Luciano aspetta di riabbracciare la sua Paola. «Ogni giorno vengo qui al negozio di cornici - dice - e apro, come faceva lei. Io sono solo il ragazzo di bottega. Spero però che Paola possa tornare presto, anche se le sue condizioni sono davvero molto gravi». La speranza di Luciano è la stessa speranza che hanno tutte le persone che conoscono la coppia. «Mentre sulla spiaggia mi dicevano che Paola era morta - dice - qualcuno invece cercava di rassicurarmi, dicendo che non dovevo preoccuparmi. A tutte queste persone, delle quali non so il nome, voglio solo dire grazie». —
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