Il Tirreno

Grosseto

il salvataggio al club velico 

«Dicevano che era già morta: è viva grazie ai due bagnini»

Francesca Gori
«Dicevano che era già morta: è viva grazie ai due bagnini»

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«Mi dicevano di lasciar perdere, che era già morta, che non c’era nulla da fare. Io ho urlato loro di andare via, ho detto loro: andate via, cafoni ignoranti». Ha la voce rotta dal pianto, Luciano Corsi. Lui è il marito di Paola Fabbrini, la settantaquattrenne che giovedì si è sentita male mentre stava facendo il bagno al mare, davanti al club velico, nella zona di Shangai. La donna è ancora ricoverata in gravissime condizioni nel reparto di sub intensiva dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Ma Luciano, che ogni giorno da giovedì si alza e va nel negozio di cornici della sua Paola in via Giusti, vuole ringraziare chi, giovedì sulla spiaggia, ha permesso a sua moglie di continuare a vivere: i due bagnini che l’hanno tirata fuori dall’acqua insieme all’uomo e che hanno cominciato immediatamente a rianimarla, in attesa che arrivasse l’ambulanza del 118. E anche il comandante della guardia costiera, che, con i suoi uomini, ha aiutato i soccorritori a portare via la settantaquattrenne, allontanando i curiosi e permettendo che venissero fatte le manovre di rianimazione. «Quando i bagnini hanno portato Paola fuori dall’acqua - dice - hanno cominciato a massaggiarla: le hanno fatto uscire tanta acqua dalla bocca, uno le teneva i piedi in alto, mentre io cercavo di farle la respirazione bocca a bocca. Intorno a noi c’erano persone che passavano e ci dicevano che mia moglie era già morte e che sarebbe stato inutile continuare: invece noi non ci siamo arresi e Paola è viva». È una coppia inossidabile quella dei coniugi Corsi. «Ci siamo sposati nel 1965 - ricorda Luciano - e siamo sempre stati insieme. Giovedì sera mia moglie mi ha chiesto di andare con lei a fare il bagno ma era tardi: le ho detto che sarei rimasto lì a guardarla, che non l’avrei persa di vista e così è stato». Ma dopo pochi minuti, l’ottantunenne si è accorto che qualcosa non andava. «Faceva sempre il morticino in acqua - dice - ma giovedì sera aveva le braccia lungo al corpo, non le muoveva. È per quello che mi sono allarmato». La donna probabilmente ha avuto un malore improvviso che l’avrebbe potuta uccidere. Aveva girato la testa che era entrata in acqua e stava bevendo. Se Luciano non avesse notato quei pochi dettagli, Paola non ce l’avrebbe fatta. «Sono entrato in acqua con i bagnini e l’abbiamo portata fuori - dice ancora Luciano - Hanno subito cominciato a rianimarla e hanno utilizzato anche il defibrillatore». Il cuore della donna ha ripreso a battere e i sanitari del 118, dopo averla intubata, l’hanno accompagnata con l’ambulanza all’ospedale di Grosseto.

Ora Luciano aspetta di riabbracciare la sua Paola. «Ogni giorno vengo qui al negozio di cornici - dice - e apro, come faceva lei. Io sono solo il ragazzo di bottega. Spero però che Paola possa tornare presto, anche se le sue condizioni sono davvero molto gravi». La speranza di Luciano è la stessa speranza che hanno tutte le persone che conoscono la coppia. «Mentre sulla spiaggia mi dicevano che Paola era morta - dice - qualcuno invece cercava di rassicurarmi, dicendo che non dovevo preoccuparmi. A tutte queste persone, delle quali non so il nome, voglio solo dire grazie». —

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