Il Tirreno

Grosseto

PORTO ERCOLE 

Manate sull’ambulanza dei test per il coronavirus

IVANA AGOSTINI

Continuano le polemiche per le notti brave della mala  movida nel borgo marinaro Per l’alcol in eccesso, le strade del paese trasformate in latrine

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PORTO ERCOLE

«Qui no Covid». È uno dei tanti urli, l’ultimo in ordine di tempo, lanciato dai alcuni ragazzi della Movida portecolese. Domenica mattina, intorno alle 3,30 nel borgo marinaro c’erano ancora ragazzi in giro a divertirsi. Gli stessi ragazzi che – come raccontano alcuni testimoni – hanno lanciato qualche leggero sfottò al personale dell’ambulanza che nella notte fra sabato e domenica ha eseguito i test rapidi per l’iniziativa “Movida si...cura”.

Il mezzo è riuscito a passare a fatica fra il gruppo di ragazzi che hanno accompagnato il passaggio con qualche manata sulla carrozzeria dell’ambulanza.

Gesti che si sommano a tutti gli altri commessi durante l’estate che sta giungendo alla fine e che ha messo a dura prova i nervi dei portecolesi.

I ragazzi durante le ore notturne non solo si divertono ma rompono vasi, tirano calci alle auto, agli scooter, danneggiano o rompono dei tavoli. Come se non bastasse scambiano le scale pubbliche o i gradini delle case per bagni a cielo aperto. In alcune occasioni i postumi delle eccessive bevute Provocano malesseri i cui segni rimangono sulla pubblica via.

Ragazzi che spesso non portano la mascherina, che stanno a stretto contatto si abbracciano, si baciano.

La popolazione è davvero esasperata e si appella ancora una volta alle forze dell’ordine: secondo alcuni residenti ci sono alcune zone del paese che necessiterebbero non di una macchina dei carabinieri che passa ogni tanto ma di un presidio fisso.

Un’altra richiesta consiste nel passaggio della polizia municipale lungo le vie almeno nelle sere della Movida. Nei giorni scorsi alcuni residenti hanno scritto al questore per chiedere interventi certi se non per questa stagione per la prossima.

La richiesta è stata corredata da circa un centinaio di firme che – a quanto dicono i promotori – avrebbero potuto essere molte di più.

I cittadini hanno chiesto al questore di trovare soluzioni per evitare che l’estate dei portecolesi si trasformi in un incubo. Non hanno nulla contro il turismo ma non vogliono trovarsi orde di ragazzi che rendono le loro notti insonni e si divertono a compiere atti di vandalismo.

Ogni giorno le mattine dei portecolesi iniziano con un piccolo bollettino su cosa è stato rotto o distrutto durante la notte.

Chi poi interviene per redarguire i ragazzi che non si comportano bene, in molte occasioni, vengono presi a male parole.

Quest’anno, a causa del Covid –19, in molti non sono andati all’estero e hanno riaperto, da mesi, le loro case di Porto Ercole. Questo ha aumentato il numero dei presenti e, in alcuni casi, anche dei disagi. —IVANA AGOSTINI

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