La protesta
Cana, dopo il crollo la polemica politica «E la Regione?» «Contributo in atto»
Marras (Pd) visita le mura e ricorda i finanziamenti in essere Amati (Fdi): «Sciagurata gestione». Scintille fra Conti e Galli
Fiora Bonelli /cana
Mura di Cana: dopo la frana del 20 agosto, che ha interessato un tratto di venti metri, non antico, ecco, come da copione, gli scontri politici attorno al problema.
La scintilla la accende la visita a Cana del capogruppo del Pd in Regione Leonardo Marras, candidato consigliere alle prossime elezioni regionali. Marras, che all’indomani del crollo ha dato subito la piena disponibilità della Regione a supportare il comune di Roccalbegna, ha visitato il punto del crollo insieme al sindaco Massimo Galli e poi ha pubblicato un post su Facebook: «Lo scenario è impressionante, la parte crollata non fa parte della cinta medievale ma di quella ricostruita più recentemente. Adesso è fondamentale intervenire velocemente per mettere in sicurezza l’area e rinforzare le strutture circostanti. Ribadisco l’impegno della Regione a partire dal finanziamento già in essere di 240mila euro».
Il sopralluogo non è passato inosservato a Guendalina Amati, capogruppo della lista Rinasci Arcidosso e candidata per Fratelli d’Italia alle regionali.
«Marras adesso fa il pompiere, ma la Regione Toscana in tutti questi anni dove era? – incalza in una nota –. Purtroppo, devo ancora una volta constatare che quest’ultimo episodio poteva essere evitato, se la politica portata avanti in Regione Toscana, fosse intervenuta per tempo, invece di pensare solo esclusivamente alle cittadine più importanti. Caro Marras e vari candidati del Pd grossetano, il degrado architettonico in cui versano molti dei nostri piccoli borghi, sono figli di una sciagurata gestione e programmazione da parte di una regione, da voi amministrata da 50 anni».
A onor di cronaca va ricordato che la Regione ha finanziato due volte i lavori alle mura di Cana, una volta dopo il crollo del 2013 (il tratto interessato è stato inaugurato nel 2015) e poi di nuovo nel 2018, a seguito di un altro cedimento (i lavori sono ancora in corso, in un tratto, antico, che confina con quello, più recente, crollato il 20 agosto).
Ma la voglia di polemizzare esplode anche su Facebook, sotto il post di Marras.
Graffianti i commenti di Giuseppe Conti, della minoranza i Roccalbegna, uscito dal Pd e oggi esponente di Italia Viva. All’impegno di Marras per nuovi lavori, scrive Conti: «La gravità di questo secondo crollo non può far venire meno le relative assunzioni di responsabilità, ancora prima dell’impegno delle istituzioni nel fornire tutte le possibili risorse e disponibilità. Il rischio corso dai Rocchigiani e i conseguenti disagi per chi avrà le proprie abitazioni inagibili, resta comunque. E in questo caso la lentezza (7 anni) nell’intervenire e reperire risorse, anche regionali, è palese».
Marras ricorda a Conti che «prima si affrontano i problemi, poi si fa campagna elettorale. Sono convinto che questo sia l’ordine giusto delle cose».
Ma a Conti preme attaccare anche il sindaco di Roccalbegna e ricorda che il suo compito di consigliere di minoranza nei confronti del sindaco «deve prioritariamente essere di natura preventiva. Ben venga affrontare i problemi e ben venga la presenza della regione ma io vorrei anche evitare che certe situazioni si verifichino ancora».
Da qui l’affondo del sindaco Massimo Galli a Conti: «Forse, caro Giuseppe, il crollo si sarebbe potuto evitare, come il crollo avvenuto a Roccalbegna nel 2006, dove eri direttamente coinvolto come progettista e direttore dei lavori; non so se ricordi». —
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