Il Tirreno

Grosseto

il giallo della chiocciolaia 

Allarme del sindacato di polizia «Pochi uomini in prima linea»

Dopo l’omicidio di Cernaia, il Silp Cgil chiede che venga colmata la mancanza cronica di poliziotte e poliziotti nei reparti operativi della Questura di Grosseto

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È stato ucciso probabilmente con un colpo di fucile sparato da una distanza massima di cinque metri. Freddato lungo una strada vicinale, mentre mangiava un panino, a Cernaia. Domani, all’obitorio dell’ospedale di Grosseto, il dottor Mario Gabbrielli, anatomo patologo, farà l’autopsia sul corpo di Abdelilah Dakir, il 22enne spacciatore, il cui cadavere è stato trovato da una donna venerdì pomeriggio.

Un omicidio, quello di Cernaia, che ha spinto anche il segretario generale del Silp Cgil, Stefano Fabbrini, a chiedere un maggior numero di poliziotti in città. «Sono passati solo pochi mesi dall’ultimo efferato omicidio - dice il sindacalista dei poliziotti - Ormai le poliziotte ed i poliziotti sono costretti a fare turni massacranti per controllare e reprimere il crimine. La problematica della sicurezza in provincia appare sempre più sproporzionata rispetto alle forze in campo, e comincia ad avere dei numeri da metropoli. Come sindacato siamo seriamente preoccupati per questo ennesimo caso. Ancora più grave se viene visto nell’ottica che Grosseto non ha quelle sovrastrutture tipiche delle grandi città, come porti commerciali, aeroporti, ambasciate consolati, centri sociali, poli universitari di dimensioni ragguardevoli, obiettivi particolarmente sensibili».

Secondo i dati del Silp Cgil, la città ormai ha raggiunto i livelli delle metropoli, sul fronte dell’attività criminale. «Il nostro sindacato più volte ha lanciato l’allarme - dice ancora Fabbrini - riteniamo che la sicurezza dei cittadini debba passare per un rafforzamento, ed una ottimizzazione degli organici della Polizia di Stato, che in provincia è ai minimi storici. Come già segnalato durante vari incontri dal Silp Cgil al Questore alcuni uffici, squadra mobile, volanti, ufficio gabinetto, si trovano in una cronica e persistente carenza di personale. Tutto ciò comporta un abnorme carico di lavoro per i colleghi e, di conseguenza una minore presenza sul territorio. Ci auguriamo che al più presto chi di competenza prenda i giusti correttivi per fronteggiare in maniera equilibrata la situazione, ovvero la repressione del crimine ma soprattutto la prevenzione. Gli uffici che sono in prima linea hanno bisogno di personale, ma soprattutto ne ha bisogno la cittadinanza». —

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