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Un mese senza Andrea: la città ricorda il “Cignale”

Michele Nannini
Un mese senza Andrea: la città ricorda il “Cignale”

Bottoni se n’è andato a 67 anni ucciso dalla Sla: rappresentante di una casa farmaceutica, era conosciuto e benvoluto da tutti Appassionato di caccia, cantava

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FOLLONICA

È trascorso un mese dalla scomparsa di Andrea Bottoni, una vita passata in giro per l’Italia come rappresentante ma senza mai perdere il contatto con il territorio, i suoi amici e la sua famiglia.

Non era difficile per chi frequenta Follonica e Scarlino incrociare un suo sorriso, magari durante le sue lunghe camminate mattutine sul lungomare o la sera d’estate sulla panchina della gelateria a Senzuno, quartiere che lo vedeva spesso incontrare gli abitanti o fermarsi a fare due chiacchiere con gli amici negozianti.

Andrea era questo, un mix perfetto tra semplicità e bontà su due gambe, generoso e sempre pronto ad un sorriso ed un saluto, bastava incrociare il suo sguardo che un cenno di risposta o un affettuoso abbraccio erano garantiti.

Nato a Scarlino il 13 maggio 1953, nella sua vita ha intrapreso con successo l’attività di rappresentante di una importante industria farmaceutica ma senza dimenticare i suoi doveri di padre e marito premuroso, affettuoso e insostituibile. Come ogni maremmano che si rispetti non mancava nemmeno il tradizionale nomignolo: per gli amici Andrea era “il Cignale”, un soprannome indossato con estremo orgoglio, un identificativo che gli calzava a pennello data la sua stazza.

Appassionato di caccia, canto e grande buongustaio amava la sua famiglia ed i suoi amici; su di lui si poteva contare sempre, era il punto di riferimento di chiunque ne avesse bisogno. Il destino lo ha portato via in pochissimo tempo; a gennaio infatti è arrivata la diagnosi di quella maledetta Sla, la sclerosi laterale amiotrofica che senza appello in sei mesi lo ha spento giorno dopo giorno. Se n’è andato il 23 luglio a 67 anni, lasciando negli amici e nella famiglia un vuoto incolmabile anche se il suo ricordo, quello davvero, non morirà mai in chi lo ha conosciuto ed in chi ha avuto modo di apprezzarne le profonde doti umane e morali. «Sono sicuro che mancherà a molti – lo ricorda il figlio Luca – anche a chi ancora non lo conosceva. Perché babbo era quella persona che vorresti trovare per strada quando hai bisogno di qualcuno che ti aiuti davvero. Spero un giorno di diventare bravo ad essere uomo la metà di quanto lo era lui. Nei mesi di lockdown, quando ancora le sue condizioni non erano peggiorate, ci diceva spesso di non augurare quello che stava passando nemmeno al suo peggior nemico, poi si fermava un attimo e ricordava come in pratica non avesse nessun nemico».

Per ricordare Andrea Bottoni si terrà questa mattina alle 9 una messa in suffragio presso la chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo in via Madre Teresa di Calcutta a Follonica. —



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