Gioco
Punto di ascolto senza una sede fissa «Tre colloqui sono stati annullati»
Proteste sui social dall’associazione Olympia De Gouges L’assessora Puccini: «È stato soltanto un equivoco»
capalbio
Una sede certa dove poter ascoltare e incontrare le donne vittime di violenza. Il Punto di ascolto di Capalbio dell’associazione Olympia de Gouges ha affrontato e sta affrontando un momento di difficoltà: non ha una sede. O meglio, ne ha una a Borgo Carige nello stabile che ospita la Racchetta ma a volte è costretta a lasciarla per fare spazio alla Comunità montana (come accaduto nelle scorse settimane) e, come sta avvenendo in questi giorni, al Coc aperto in conseguenza dell’emergenza Covid che si sta registrando a Capalbio.
Le volontarie del Punto di ascolto avevano fissato un incontro importante con una donna vittima di violenza che però sono state costrette a rimandare. «Noi abbiamo saputo tutto per caso, senza essere avvertite dall’amministrazione comunale» spiegano. Le operatrici si sono sentite poco considerate e si sono sfogate su Facebook. «Per puro caso ci siamo trovate senza la possibilità di accedere al Punto di ascolto antiviolenza e a dover annullare tre colloqui con donne che si trovano in grave difficoltà. Vorremmo sottolineare che l’attività del Centro antiviolenza non è un’attività accessoria, ma di necessità primaria per tutta la comunità. Possibile che in tutto il territorio comunale non si riesca a trovare una sede adeguata, indipendente e autonoma nel rispetto della privacy che le vittime devono avere?».
In realtà l’amministrazione aveva suggerito un’altra sede: alle scuole medie di Capalbio che però sono meno centrali rispetto a Borgo Carige, facilmente raggiungibile anche per chi arriva dal Lazio, e una stanza a Selva Nera, sede troppo isolata. Nel caso del Punto di ascolto , infatti, bisogna essere pronti a contrastare qualunque evenienza, compresa anche quella in cui un uomo venga a cercare la donna che chiede auto e quindi è necessario un luogo piuttosto centrale. «Vogliamo collaborare con l’amministrazione – dicono dal punto di ascolto - Chiediamo solo considerazione e di essere avvertite. Sempre per caso abbiamo saputo che il Comune sta lavorando alla realizzazione di una porta che ci permetterà di entrare nella nostra stanza garantendo la privacy. Speriamo che questo avvenga presto. Ovviamente ringraziamo per l’impegno».
Il post scritto dalle operatrici ha però smosso gli animi della politica, compreso quello del sindaco Settimio Bianciardi che non ne è rimasto molto contento lasciandosi andare a duri commenti anche verso alcune persone che hanno espresso la loro opinione sui social. Critica nei suoi confronti anche l’opposizione. «Rimaniamo costernati di fronte alla reazione impulsiva del primo cittadino» scrive Vivere Capalbio. Preoccupazione è stata esternata anche dal consigliere di minoranza Valerio Lanzillo: «Il sindaco deve intervenire. Come consigliere comunale di minoranza mi attiverò anche per capire se ci sia qualche persona sensibile disposta a mettere a disposizione uno spazio idoneo al Centro antiviolenza». Il riconoscimento all’attività del centro è arrivato dall’assessora al sociale Patrizia Puccini: «Il lavoro portato avanti dall’associazione Olympia De Gouges e dalle volontarie è apprezzato e stimato dall’amministrazione che ha sempre aiutato l’associazione a trovare una sede per le attività. Crediamo che la polemica sia frutto di un equivoco. Qualche tempo fa l’associazione ha fatto presente la necessità di avere un ulteriore accesso, e gli uffici stanno avviando gli atti necessari al compimento dei lavori, come i referenti dell’associazione sanno. L’intervento dell’associazione Olympia de Gouges, quindi, ci ha sorpreso perché nessuno ha impedito loro di utilizzare i locali di Borgo Carige perché non c’è nessuna interferenza con le attività del Coc». —
ivana agostini
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