Il Tirreno

Grosseto

Ore 17,30: un boato scuote il paese di Cana. Si sbriciolano (di nuovo) le mura medievali

Fiora Bonelli
Ore 17,30: un boato scuote il paese di Cana. Si sbriciolano (di nuovo) le mura medievali

Due case e quattro appartamenti evacuati. Tragedia sfiorata: alcuni operai e dei bambini erano appena andati via

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ROCCALBEGNA.  Un boato alle 17,30 del pomeriggio del 20 agosto a Cana, frazione di Roccalbegna. Crollano di nuovo le mura del piccolo borgo medievale. Gli operai che stavano svolgendo i lavori proprio sulle mura erano andati via da nemmeno un quarto d’ora dal cantiere. Le opere di ricostruzione e rinforzo, dopo un precedente crollo, negli anni passati (vedi articolo a destra) erano arrivate finalmente alla conclusione, tanto che il sindaco Massimo Galli aveva in animo di fare, a giorni, una piccola inaugurazione con le maestranze e la comunità.

La testimonianza

Il boato ha portato in strada chi si trovava nelle case circostanti. Fra loro, Federico Silenzi, che risiede ai piedi delle mura. «Si stavano svolgendo lì – racconta – i lavori di consolidamento di un segmento di mura adiacente a quelle crollate nel 2013 e ricostruite nel 2015. In particolare le maestranze stavano eseguendo i lavori nel piede della cinta muraria. Alle 17,30 tutto è collassato, compresa la pavimentazione sovrastante: massi, blocchi di cemento e terra. Le uniche persone che hanno seguito in diretta vera il drammatico crollo è stata una famiglia di veneziani, padre, madre e figlia di cinque anni, che quando si sono resi conto di cosa stesse succedendo sono riusciti a entrare in casa e a mettersi in salvo, difesi anche dalla presenza di una rete che ha contenuto il crollo di grosse sassi che non sono entrati nella loro casa».

È andata male, invece, per un altro appartamento lì accanto, completamente sfondato e inondato dalle macerie. «Noi lì presenti – racconta Silenzi – abbiamo cercato subito di far uscire la famiglia veneziana dalla casa e ce l’abbiamo fatta. È andata alla grande anche per alcuni bambini che giocavano a pallone e che si erano allontanati pochi minuti prima. Un’apocalisse ma alla fine è andata di lusso, visto che non sono state coinvolte persone».

Il dolore del sindaco e l’evacuazione «Quando ho appreso la notizia sono rimasto basito – spiega il primo cittadino, Massimo Galli – perché avvisaglie di un tale disastro non ve ne erano state. Né il 20 agosto né nei giorni precedenti. Piogge o temporali importanti neppure. Sognavamo di vedere finito quest’ultimo pezzo di mura di venti metri, adiacente alla cinta che fu interessata dalla frana del 2013. Invece nulla è andato per il verso giusto. È venuto giù tutto, pietre, lastroni di cemento, frantumi di sasso che hanno investito e ridotto in macerie due abitazioni sottostanti alle mura e reso inaccessibili altri quattro appartamenti. Una tragedia per questo splendido patrimonio architettonico, un disastro per le case travolte dalla frana».

Il sindaco ha emesso subito un’ordinanza di evacuazione per due case di famiglie non residenti, una di veneziani e una di olandesi. «E pensare che con una di queste famiglie, che vivono a Venezia, avevamo brindato un paio di giorni fa proprio in vista della fine dei lavori – dice Galli –. Si sono salvati per miracolo e subito hanno fatto ritorno a Venezia. E ordinanza anche per altri quattro appartamenti che non risultano accessibili per la marea di sassi, pietrisco e detriti da cui sono rimaste interessate». Gli altri che sono rimasti in paese sono stati ospitati da abitanti del paese. —
 

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