Sicurezza
«Non ci sono rischi per il paesaggio» Variante contestata, la replica del Comune
L’amministrazione assicura che non ci saranno cambiamenti rispetto alla vocazione tipica del territorio
capalbio
«Nessun cambiamento rispetto alla vocazione del territorio e nessun rischio per la tutela del paesaggio». L’amministrazione comunale replica alle opposizioni, che nell’edizione di ieri avevano spiegato il loro dissenso sulla variante al regolamento urbanistico, approvata all’unanimità del presenti (le opposizioni non hanno partecipato) il 19 agosto.
«Il territorio – dice l’amministrazione – è stato preservato in questi anni grazie alla tenacia dei capalbiesi e all’impegno delle amministrazione comunali che si sono succedute e che hanno impedito rischiose speculazioni: le critiche mosse dall’opposizione e da alcune associazioni non sono realistiche, perciò è opportuno precisare alcuni aspetti». L’atto approvato è una variante semplificata. L’amministrazione comunale ha verificato la necessità di sottoporre la variante alla Vas, valutazione ambientale strategia. Il parere di Arpat e della Commissione tecnica comunale, integrata con la presenza di esperti in materia di paesaggio, hanno ritenuto che la norma, così come modificata, non fosse assoggettabile a Vas, nel rispetto della vigente legge regionale. Inoltre la variante risulta conforme al Piano paesaggistico regionale (Ppr) e al Piano di indirizzo territoriale (Pit), norme sovraordinate rispetto a quelle comunali.
Per quanto riguarda gli elementi “critici” evidenziati dall’opposizione si precisa che a proposito dei trasferimenti di volumetria che eccedono il 20% del volume esistente per ogni singolo edificio, la variante pone dei limiti rispetto a quanto già previsto dalla legge regionale: in particolare prevedendo un massimo di 2000 metri cubi, oltre al rispetto dei limiti dettati dal piano territoriale di coordinamento e limitando la possibilità di trasferimenti al solo territorio comunale, visto che, nel caso di aziende sovracomunali potrebbe essere richiesto il trasferimento anche da altri Comuni. Si tratta di una misura che non riguarda attività agrituristiche, ma solo l’attività delle aziende agricole.
Altro tema d’interesse è quello relativo agli “agrialberghi”: lo strumento della pianificazione urbanistica approvato nel 2012 ha inserito 5 zone speciali per la realizzazione di “agrialberghi”, un massimo di 50 posti letto ciascuno ed una volumetria di 5mila metri cubi, calcolata sulla scorta dei parametri dettati dal piano territoriale di coordinamento, che prevede appunto un range da 80 a 150 metri cubi a posto letto, così come da sempre recepiti dal piano strutturale del Comune di Capalbio. Nel 2016, l’amministrazione comunale aveva consentito ad una di esse la possibilità di realizzare maggior volume, pur mantenendo lo stesso numero di posti letto e lo stesso dimensionamento. «Questa amministrazione per garantire una migliore qualità della progettazione e del corretto inserimento nel contesto paesaggistico degli interventi di tutte le strutture previste ha voluto, con la contestata variante, adeguare a tale previsione tutte le zone già inserite nel regolamento urbanistico attuale, sfruttando il parametro volumetrico disponibile. Delle cinque zone speciali, una di queste, la più contestata ed oggetto di discussione è stata stralciata in sede di approvazione della variante in accoglimento dell’osservazione arrivata da parte della proprietà. Inoltre, con i nuovi parametri di calcolo stabiliti dalla Regione, l’impatto volumetrico sul territorio è praticamente invariato».
Il Comune aggiunge che sono altri cinque i punti trattati dalla variante: gli incentivi per la sostenibilità ambientale, le opere pertinenziali, l’attrezzatura reversibile per l’attività venatoria e i nuovi manufatti temporanei. È da sottolineare, poi, che delle 58 osservazioni presentate, quelle non ricevibili, perché non pertinenti alla variante in discussione, saranno utilizzate per la redazione del nuovo piano strutturale e del piano operativo comunale. —
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