Il Tirreno

Grosseto

arrestato e messo in carcere 

«Ha aggredito la guardia dopo il furto dei profumi»

p.s.
«Ha aggredito la guardia dopo il furto dei profumi»

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Grosseto

«Signor giudice, io quella roba l’ho presa, è vero. Ma non ho picchiato la guardia, mi creda». Francesco Chiarello, 40 anni, nativo di Palermo, si è difeso così davanti al giudice Adolfo Di Zenzo che ha comunque convalidato il suo arresto per rapina impropria e lesioni, come chiesto dalla viceprocuratrice onoraria Elena Bartalini. E ha disposto il carcere, rinviando al 15 settembre il processo vero e proprio, su richiesta del difensore Michela Santini: in questi giorni, oltre a richiedere un’attenuazione della misura, potrà prendere visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza del luogo dove l’aggressione sarebbe avvenuta, acquisite dalla polizia. «Saranno dirimenti», spiega l’avvocata.

I fatti. Giovedì scorso, ore 16.15 circa. Un uomo e la sua compagna (poi denunciata a piede libero per furto) vengono visti nel piazzale del parcheggio antistante il supermercato Lidl di piazza Marconi, alla stazione ferroviaria, mentre passano da un marsupio ad alcune buste degli oggetti, presi al punto vendita. L’incaricato della vigilanza del supermercato si avvicina e chiede spiegazioni sulle confezioni di profumo, non risultate pagate. L’uomo poi identificato per Chiarello segue il vigilante mentre la donna si allontana. A questo punto le versioni divergono. Secondo la guardia giurata, l’uomo prima avrebbe alzato la voce, poi avrebbe strattonato il vigilante mentre questi cercava di prendere il telefono per chiamare le forze dell’ordine. «Mi ha colpito con pugni al tronco e alla nuca, e mi ha anche sputato addosso. Io non ho reagito, avrei potuto fargli del male», ha detto la guardia che ha una corporatura imponente. Secondo Chiarello, invece non ci sarebbe stata nessuna aggressione. Nel frattempo il personale del punto vendita chiama aiuto. Arrivano due pattuglie delle Volanti della polizia di stato, una delle quali rintraccia la compagna all’interno della stazione ferroviaria: la donna prima nega, poi ammette di aver aiutato Francesco nel furto e consegna tutti gli articoli. La polizia accerta che è stata pagata soltanto una parte della merce acquistata. E poco più tardi l’addetto alla vigilanza va a farsi medicare al pronto soccorso: 15 giorni per le percosse ricevute.

A Chiarello, arrestato nella stessa serata, il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna ha contestato la rapina impropria, cioè per aver fatto violenza nel portar via varie confezioni di profumo, una confezione di salviette pulisci lenti, un succo di frutta, il tutto per 40,5 euro. Passata la notte in camera di sicurezza, è stato portato ieri in Tribunale. Il giudice ha spiegato che l’unica misura adatta, visti anche i precedenti e considerata la dinamica dell’episodio, è il carcere. — p.s.



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