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Grosseto

L’Amiata piange Francesco Serafini Politico, amministratore, storico

Fiora Bonelli
L’Amiata piange Francesco Serafini Politico, amministratore, storico

Ex sindaco di Piancastagnaio ed ex consigliere regionale, aveva 73 anni. Oggi pomeriggio i funerali

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Fiora Bonelli / piancastagnaio

Muore Francesco Serafini a Piancastagnaio: un pesante lutto per tutta l’Amiata a cui Francesco aveva dedicato la sua vita, spendendosi come politico di razza, uomo di cultura appassionato, conoscitore della storia di una montagna a cui aveva dedicato libri e saggi, organizzato incontri e seminari.

Ultimo poderoso studio sulla montagna dei minatori, il suo recentissimo libro “La tenda rossa che salvò l’Amiata. 1969, l’attendamento a Siena dei disoccupati” edizioni Effigi. Il libro che racconta la lotta dei ribelli, minatori, forestali, artigiani e commercianti, che dopo la grave crisi dovuta alla fine della storia delle miniere mercurifere e dopo un momento di disorientamento e di crisi, riescono a diventare attori di riforme e rinascita. Un momento di intenso impegno di cui Serafini coi colleghi studenti, fu protagonista. Una marcia della fame che portò il popolo di ribelli dall’Amiata a Siena, con una tenda verde, ribattezzata dai cronisti “tenda rossa” per la sua evidente simbologia politica, piantata nel bel mezzo dei giardini della Lizza a Siena.

Con una bella prefazione di Piero Fassino, di cui Francesco è cognato, il libro ricostruisce lo scenario politico tanto caro allo studioso che fin da giovanissimo aveva indirizzato verso la politica dell’impegno, della concretezza e della rettitudine, i suoi entusiasmi e le sue passioni.

La sua formazione di politico si attua proprio in un momento in cui, siamo negli anni Settanta e Ottanta, c’è ancora la potenza delle ideologie politiche, su cui si sviluppa, sempre, il discorso etico e morale di Serafini.

Di famiglia di minatori, profondamente schierata a sinistra, lui stesso aveva guidato i primi movimenti studenteschi della montagna, per poi inserirsi nella vita istituzionale amiatina. Era stato anche segretario del Pci nei primi anni ’80.

Per tre volte sindaco di Piancastagnaio, era stato, poco dopo, assessore all’agricoltura nel consiglio regionale della Toscana, portando a Firenze i suoi modi sobri e schietti e la volontà di operare prima di tutto, per il bene del Monte Amiata.

Tornato a Piancastagnaio diventa presidente dell’allora Comunità montana che raccoglieva in un ente unitario tutti i comuni del versante grossetano e senese.

A lui spettò il delicato compito di traghettare la montagna verso una nuova organizzazione istituzionale, Amiata grossetana e Amiata senese, come stabilito dalle nuove disposizioni regionali.

Sul Monte Amiata era quello anche il momento in cui, tramontata l’epopea mineraria, si doveva pensare a trovare nuove strade di rinascita, una delle quali fu quella cooperativistica. Un momento delicatissimo, dunque, dove si inseguivano e si costruivano progetti di grande portata, dentro ai quali Serafini fu costantemente in prima linea con la sua creatività, il suo talento di politico e di ricercatore.

E poi tutta la sua attività di scrittore, lucido, diretto. Opere che fotografano la montagna soprattutto dalla fine Ottocento alla metà del 1900 e oltre. Solo a titolo di esempio, “Nel ventre della miniera” e “Nella miniera cresceva il pane”, edite da Effigi e scritte a quattro mani con Giuseppe Sani, una ricerca profonda fatta di documenti e fatti e sorretta da un grande senso di appartenenza degli autori all’identità della montagna e alla speranza di una sua possibile rinascita.

E non vanno dimenticate le varie riviste tutte dedicate a sviscerare i temi e i problemi della montagna, in un’operazione culturale in cui Francesco è sempre stato affiancato dalla moglie Ida, che ha condiviso con lui la voglia di arricchire di documentazione e testimonianze la storia del proprio territorio.

Francesco se ne è andato in pochi mesi, aggredito da una malattia che non perdona. I funerali si celebrano oggi, venerdì 21 agosto, alle 17 nel cimitero di Piancastagnaio.

Alla famiglia, le condoglianze di Leonardo Marras, capogruppo del Pd in consiglio regionale: «A nome di tutto il gruppo Pd in Consiglio regionale esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia, alla sorella Anna e al cognato, Piero Fassino». —

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