Sicurezza
I Ceri: «Da soli non ce la facciamo» Us Grosseto, appello a sponsor e tifosi
La proprietà garantisce massimo impegno per la salvezza «Siamo una società appetibile, potremmo anche vendere»
GROSSETO
Un grido di aiuto, verso la città, verso gli sportivi e le aziende del territorio. Questo di fatto è stata la conferenza stampa di ieri mattina, al centro sportivo di Roselle, convocata dalla proprietà dell’Us Grosseto.
A poco più di un mese dal via del campionato, poco o niente si è mosso attorno al Grifone che oggi è ancora della famiglia Ceri che vorrebbe con tutto il cuore portare avanti il proprio progetto, in nome del senso di appartenenza al territorio, ma che di fronte alle mille difficoltà del mondo dei professionisti, potrebbe anche decidere di passare la mano.
«Come abbiamo sempre fatto – spiega Simone Ceri, vicepresidente unionista – vogliamo rendere partecipi tutti di quello che accade al nostro amato Grifone. Il Grosseto, lo abbiamo sempre detto, non è nostro, ma di tutta la città. Voglio esprimere il mio dispiacere prima di tutto per le tante voci e le cose brutte che vengono dette alle nostre spalle. Sappiate che dietro di noi non c’è nessuno che ci aiuti economicamente, come qualcuno si diverte a raccontare. La Lega Pro è un lusso ed è anche troppo per una città come questa che con ottantaduemila abitanti, non riesce neanche a fare 500 abbonati. Ringrazio tutti quelli che lo hanno fatto, ma oggi noi ci sentiamo sempre più soli. Questa è la strada giusta per riportare il Grosseto in altre mani. Avevamo chiesto un atto di amore verso la prima squadra della città e pensavo che, con la conquista clamorosa della Lega Pro, questo sarebbe accaduto e invece, malgrado gli sconti, in pochi ci hanno dimostrato fiducia».
E ancora: «Capisco che è un periodo difficile, ma anche gli sponsor latitano. Nonostante questo, la squadra è iscritta al campionato, non senza fatica. Di promesse ce ne sono state tante, ma siamo sempre da soli a portare avanti questa macchina e da soli non possiamo farcela. Eppure, noi vogliamo garantire la vita del Grifone che oggi è in pericolo. Sappiate che se saremo costretti a fare delle scelte, non sarà per volontà nostra, ma uno stato di fatto di fronte al quale non potremo sottrarci. Il Grosseto in Lega Pro è diventato appetibile, è una società sana e questo certifica il nostro buon lavoro. Certo, se dovessimo venderlo, non possiamo assicurare niente, basta guardare cosa è successo a Siena per esempio. Questo perché a questi livelli è un sistema che ti fagocita, di fronte al quale il Grosseto di ora non può far fronte. Se resteremo noi, possiamo solo garantire che faremo di tutto per salvarci, consapevoli che sarebbe un miracolo, provando a fare un campionato più con le idee che con i soldi. Sangue e sudore, solo questo possiamo garantire».
Poi è la volta del presidente, Mario Ceri: «Abbiamo avuto 4 incontri fino ad ora per possibili cessioni della società, ma nessuno ci dava le garanzie che chiedevamo. Questo per dire che non vorremmo che il Grifone finisse in mani poco affidabili. Non nego comunque che ci stiamo guardando intorno. Fare un campionato che costa un milione e mezzo di euro non è uno scherzo e per questo non voglio mettere a rischio la nostra azienda e le persone che ci lavorano. Prossimamente avremo un altro incontro con un’altra società che si è detta interessata, per cui vediamo».
Aggiunge Simone Ceri: «La storia e il blasone di questa società, non lo dimentichiamo, lo ha fatto Piero Camilli. Per il resto è stata quasi sempre serie D, almeno da quando il calcio è diventato un business. Che la città non recepisca l’incredibile traguardo che abbiamo raggiunto, sembra impossibile». —
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