Gioco
Street art nel Principato Le tigri di Dario Vella piacciono ad Alberto II
follonica
L’immagine è quella di una tigre che prova a stare in equilibrio su barile galleggiante. “Naufragio”, è questo il titolo di quest’opera dai colori accesi e non fosse per i cerchi d’acqua che si allargano dal barile sarebbe difficile inquadrare il tema, quest’anno dedicato a “Il Mediterraneo libero dall’inquinamento”.
«Non volevo fare un soggetto scontato, come una balena, ho voluto portare il mio stile», dice il follonichese Dario Vella, unico artista italiano invitato all’edizione 2020 dell’arty show Upaw (Urban Painting Around the World), che dal 2017 richiama street artist (quelli che in gergo potremmo chiamare “graffitari” ) da tutto il mondo per comporre opere da battere poi all’asta così da donare i ricavi in progetti di sostenibilità ambientale, voluti dalla Fondazione Principe Alberto II di Monaco, che fa appunto capo al monarca. I due, il follonichese e il sovrano, si sono così trovati nuovamente faccia a faccia. «Gli sono piaciute le tigri», racconta divertito Vella. Per il pittore follonichese si è trattata della seconda volta ed esattamente come nel 2019 i soggetto delle sue opere è stata la tigre, «animale che mi rappresenta», dice l’autore.
Due i quadri realizzati durante l’evento, organizzato in maniera diffusa in modo che gli artisti possano lavorare all’aperto. Nel caso di Vella, le sue tigri sono nate ai piedi della scalinata del Museo Oceanografico del Principato di Monaco, a pochi passi dal Palazzo e dai carruggi di Monaco Ville. Una resta in equilibrio sul barile, come detto; l’altra, nel caso che la circonda, vede anche una mascherina abbandonata. «Le mascherine gettate a terra del resto sono l’inquinamento ai giorni del Covid», riassume Vella. A differenza dell’anno scorso però gli inviti per l’Upaw sono rimasti circoscritti a causa del Covid, visto che molti Paesi sono nella black list. Sono stati sei alla fine quelle a partecipare, ognuno con due opere. «Le disposizioni sono state molto ferree – spiega il follonichese – Ma ho notato che gli italiani erano i più attenti e indossavano sempre la mascherina». Alla fine comunque sono stati raccolti 12mila euro, che finiranno a incentivare dei progetti per la riduzione dell’inquinamento in mare. «È stata una bella esperienza, specie perché a fin di bene», conclude l’artista follonichese. —
alfredo faetti
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