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Grosseto

Festambiente premia i tutori della legalità

Festambiente premia i tutori della legalità

L’inaugurazione con la consegna delle targhe a chi ha condotto inchieste su rifiuti, bracconaggio, cave abusive e frodi agricole

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Inaugurata, con la consegna dei premi “Ambiente e Legalità di Legambiente e Libera» l’edizione 2020 di Festambiente. Riconoscimenti destinati a forze dell’ordine, capitanerie di porto, magistratura, rappresentanti di istituzioni pubbliche e associazioni che si sono occupati delle inchieste sui traffici illeciti di rifiuti alla lotta al bracconaggio e ai predatori della fauna marina, dai sequestri delle cave abusive al contrasto delle frodi in agricoltura, fino all’impegno sociale nelle periferie urbane contro degrado e illegalità.

Secondo Legambiente, l’aggressione alle risorse ambientali del Paese si traduce in un giro d’affari che nel 2018 ha fruttato all’ecomafia ben 16,6 miliardi di euro, 2,5 in più rispetto all’anno precedente e che vede tra i protagonisti ben 368 clan.

I riconoscimenti sono stati consegnati alla presenza di Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente e di don Luigi Ciotti, presidente di Libera contro le mafie, e sono andati al Nucleo investigativo di Polizia ambientale agroalimentare e forestale di Firenze (Comando Carabinieri per la Tutela forestale) e alla Polizia municipale dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa per l’operazione “Blue mais”, su un vasto traffico di rifiuti e inquinamento nel distretto conciario di Santa Croce sull’Arno; al Gruppo tutela spesa pubblica del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Palermo, per l’inchiesta “Gulash” sui finanziamenti pubblici in agricoltura nell’ambito dei Programmi di sviluppo rurale Sicilia 2007/2013 e 2014/2020; al Nucleo operativo ecologico carabinieri di Catania per le inchieste che hanno portato al sequestro di numerose cave gestite illegalmente nelle province di Catania e Ragusa; alla Squadra mobile della Questura di Catanzaro e al Commissariato della Polizia di stato di Lamezia Terme per l’operazione “Rubbish circle”, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e della Procura di Lamezia Terme, a carico di 20 soggetti ritenuti responsabili di traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale; al sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Sara Amerio, per le inchieste di grande rilievo svolte nei confronti della ‘ndrangheta, sia in tema di cemento, appalti e costruzioni che di gestione illecita di rifiuti; al Nucleo operativo ecologico di Napoli per l’inchiesta “Cloralix”, conclusa con il sequestro di ben 12 depuratori nell’intera provincia beneventana; al Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Bari per l’inchiesta “Bios”, che ha riguardato rifiuti venduti come compost, in occasione della quale sono stati sequestrati 255 terreni agricoli; alla Capitaneria di porto di Salerno per i numerosi interventi in mare, tra pesca di frodo, reti illegali, ormeggi abusivi e in particolare per l’operazione che ha portato a 10 misure cautelari di divieto di dimora nei confronti di persone scoperte durante la commercializzazione del corallo rosso (Corallium rubrum), una specie a rischio estinzione, assai preziosa per la conservazione dell’habitat del Mediterraneo; al Comando Regione Carabinieri Forestale Umbria e al Soarda del Reparto Operativo del Raggruppamento Carabinieri Cites (Cufaa), per l’operazione di antibracconaggio denominata "Lord of the Rings", che ha stroncato un traffico illegale di avifauna selvatica, anche particolarmente protetta, destinata al mercato degli uccelli da richiamo per cacciatori, che interessava diverse regioni italiane, con diramazioni anche in altri paesi europei.

Due sono stati poi i riconoscimenti particolari: il premio alla carriera ad Alessandro Bratti, direttore generale dell’Ispra, come ex presidente della Commissione d’inchiesta sul ciclo rifiuti, per il ruolo attivo nell’approvazione della legge 68 e per l’attuale ruolo nell’implementazione della Parte VI del Tua bis in tema di prescrizioni; la targa consegnata a Massimo Vallati, fondatore “Calcio sociale” per l’impegno profuso nel quartiere periferico di Corviale a Roma e in particolare per la rigenerazione di spazi pubblici, restituiti alla fruizione sociale e alla legalità. —



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