Il Tirreno

Grosseto

verso la prima campanella  

Bus e norme anti-Covid Resteranno a piedi centinaia di studenti

Giovanna Mezzana
Bus e norme anti-Covid Resteranno a piedi centinaia di studenti

Dall’inizio della pandemia i mezzi viaggiano con una capienza assai ridotta  Tiemme: «Non c’è possibilità di far fronte alla domanda di trasporto scolastico»

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È un bel problema. E ad oggi non si profilano soluzioni: se domani suonasse la prima campanella, a Grosseto, decine e decine di studenti, probabilmente centinaia – il calcolo ha ancora lo status prudenziale – rimarrebbero a piedi, senza un posto sull’autobus che corre dritto a scuola.

Dalla deflagrazione della pandemia, del resto, gli autobus di Tiemme (come tutti i mezzi pubblici in Italia) hanno cominciato a viaggiare a capienza ridotta: per forza di cose, nel rispetto delle prescrizioni che mirano a contenere il contagio da coronavirus garantendo il distanziamento sociale, tant’è che chi solitamente si muove con un mezzo di trasporto pubblico sa perfettamente che su alcuni seggiolini non ci si può proprio accomodare, e anche i posti in piedi sono stati drasticamente ridotti.

Ad alzare il velo sulla questione è stato ieri – dalle pagine del Tirreno – Roberto Mugnai, dirigente del Polo liceale Aldi di Grosseto e segretario regionale del sindacato Dirigenti Scuola. «Tiemme ci ha comunicato – ha detto il preside – che ad oggi non sarebbe in grado di assicurare il servizio di trasporto per tutti gli studenti, soprattutto se dovessero entrare a regime orari differenziati per le lezioni. E solo per il Polo liceale Aldi è una questione che riguarda il 30 per cento degli iscritti». Insomma, si tratta di numeri significativi.

Il Tirreno ha dunque bussato alle porte dell’azienda di trasporto pubblico, Tiemme, che da tempo sta lavorando all’organizzazione del servizio scolastico; tant’è che ha richiesto – all’universo scuola «tutti i dati e le informazioni propedeutiche a predisporre un servizio – si legge in una nota di Tiemme – che deve necessariamente tenere conto delle normative di contingentamento a bordo», causa Covid.

Le difficoltà organizzative non sono solo di carattere economico, cioè che rende la situazione un rebus «è la disponibilità di mezzi necessari – spiega ancora Tiemme – per garantire i collegamenti da e verso gli istituti rispetto al passato»; tradotto, dovendo doverosamente rispettare le norme anti-contagio, sarebbe necessario un numero assai superiore di autobus rispetto a quello che costituisce il parco mezzi che è nelle disponibilità di Tiemme.

Il quadro è chiaro, ma Tiemme è finanche più esplicita, probabilmente anche perché ha già passato in rassegna e verificato altre ipotesi, come quella di fare ricorso a società terze: alla luce «dell’ordinanza regionale in vigore – spiegano ancora dall’azienda di trasporti – non esiste la possibilità di far fronte alla domanda necessaria di trasporto scolastico, neanche ricorrendo a tutte le altre vetture che si possono reperire sul territorio, contattando privati che effettuano servizio di noleggio». Questo è. E se il lavori di adeguamento dei plessi scolastici alle normative anti-Covid – togli parete, metti parete... e non solo – inizieranno negli edifici di competenza della Provincia solo oggi, per il servizio di trasporto al momento non ci sono soluzioni. —

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