Il Tirreno

Grosseto

il caso 

Poste ancora chiuse Diciottenne attende la carta di identità da cinque mesi

Giovanna Mezzana
Poste ancora chiuse Diciottenne attende la carta di identità da cinque mesi

Doveva ritirarla all’ufficio del Casalone che non ha riaperto Dopo la segnalazione, l’azienda ha però trovato la soluzione  

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grosseto

A quasi tre mesi dalla “riapertura” si avvertono ancora – soprattutto sul fronte dei servizi – gli effetti del lockdown con cui si è arginata la fase più cruenta della pandemia da coronavirus. È il caso, per esempio, di un giovane grossetano che da marzo attende di entrare in possesso della sua carta di identità, che dovrebbe essere custodita ma incagliata nell’ufficio postale del Casalone, l’unico sportello grossetano che Poste Italiane non ha ancora riaperto. Racconta la vicenda Tatiana Caluri, la nonna che – per quel che ha potuto – si è fatta in quattro per venire a capo della questione.

«L’11 marzo – dettaglia – mio nipote di 18 anni ha trovato nella sua cassetta della posta un avviso a lui intestato per il ritiro di una raccomandata». Il giovane sa di cosa si tratta: in base al codice identificativo della raccomandata è possibile infatti sapere in anticipo che tipo di informativa, atto o notifica ci attende all’ufficio postale; in questo caso si tratta di una comunicazione da parte della Pubblica Amministrazione, tant’è che il diciottenne ha smarrito la sua carta di identità ed è in attesa che gli venga spedito il duplicato. «La raccomandata doveva essere ritirata all’ufficio postale del Casalone e mio nipote – racconta la nonna – il giorno successivo, il 12 marzo, si è recato a quello sportello ma l’ha trovato chiuso», a causa dell’emergenza sanitaria. Che fare? Il coronavirus circola, non bisogna andare in giro, ma la carta d’identità è un documento importante. Così la nonna si mette all’opera, da casa: «Ho contattato telefonicamente l’ufficio centrale di Grosseto ai numeri che compaiono sul sito web di Poste Italiane, diverse volte e per diversi giorni, ma non mi hanno mai risposto. Ogni volta che mi sono recata in qualche ufficio postale in città ho chiesto se mi sapevano dire quando lo sportello del Casalone avrebbe riaperto, ma nessuno sapeva nulla di preciso. A questo punto –dice – vorrei sapere cosa dobbiamo fare. Non è un bel modo di trattare i cittadini».

A causa dell’emergenza sanitaria, Poste Italiane ha chiuso diversi uffici postali, poi, progressivamente li ha riaperti con il criterio della garanzia del rispetto delle norme anti-contagio; l’unico che a Grosseto non è tornato ad essere operativo è quello del Casalone, «eppure – conclude Caluri – non è strutturato diversamente da altri, penso ad esempio a quello di Barbanella».

Nella tarda mattinata di ieri, Il Tirreno ha sottoposto la questione a Poste Italiane, che ha subito trovato la soluzione. Dal 4 agosto è stata emanata una procedura di accesso per i clienti che abbiano corrispondenza giacente in uffici postali chiusi a causa dell’emergenza sanitaria. Le opzioni quindi sono due. Il giovane può contattare il numero verde 803.160 per l’assistenza clienti. Oppure, spiega ancora Poste Italiane, per concordare il ritiro in modalità straordinaria, può recarsi (da lunedì) all’ufficio centrale di via Fratelli Rosselli, chiedere del responsabile dell’ufficio postale di Grosseto centro o del suo vice, e compilare dei moduli; a questo punto Poste Italiane preleverà la raccomandata nell’ufficio chiuso e gliela consegnerà. La soluzione, insomma, è stata trovata. —

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