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Incidenti provocati da animali selvatici: appello a tutti i candidati presidenti
Claudio Ceroni solleva il problema dei mancati risarcimenti e invita a inserire gli abbattimenti nei programmi elettorali
GROSSETO. Una lettera aperta ai candidati alla presidenza della Regione Toscana. L’ha scritta Claudio Ceroni, politico di lungo corso, già vicesindaco del comune di Cinigiano e amministratore di società pubbliche e private.
L’oggetto è sempre lo stesso, la battaglia che Ceroni conduce da anni riguardo al risarcimento dei danni causati dagli animali selvatici quando quest’ultimi vengono centrati da auto e moto, «scontri – secondo Ceroni – dovuti a una serie di negligenze di chi ci governa».
Ma cosa chiede stavolta l’ex amministratore?
«A Giani, alla Ceccardi, alla Galletti, a Fattori, all’amico Roberto Salvini e agli altri candidati ho inviato una missiva – spiega – in rappresentanza di un comitato di cittadini che sono rimasti coinvolti in incidenti causati da ungulati. Vogliamo sollecitare l’attenzione dei candidati alla presidenza della Toscana sul fatto che, diversamente da altre regioni, la Regione Toscana rifiuta di riconoscere il risarcimento dei danni in incidenti causati da animali selvatici».
La Toscana, secondo report ufficiali, è la zona europea con il maggior numero di ungulati: ne sono stati censiti circa 420mila. Qui viveil 40% dei caprioli, il 45% dei daini e il 30% dei cinghiali dell’intero Paese. Secondo i dati della stessa Regione, dal 2001 al 2009 sono stati oltre 3.290 gli incidenti stradali causati dagli ungulati. Da allora a oggi si stima che i sinistri possano aver superato quota 10mila, considerato che nell’ultimo periodo monitorato – i sette anni compresi tra il 2012 e il 2018 – sono state presentate ben 4mila denunce.
Con l’approvazione della famosa legge Obiettivo del 2016 il consiglio regionale della Toscana aveva preso atto della crescita esponenziale di certe specie, della questione dei danni alle colture, del rilevante numero di incidenti sulle strade dovuti, appunto, all’attraversamento di ungulati. Un numero così elevato che aveva costretto la stessa Regione a intervenire con un massiccio “impianto” di cartelli che segnalano il pericolo di attraversamento di animali.
In provincia di Grosseto, per esempio, quasi il cento per cento delle strade è coperto da questi segnali, che giuridicamente, dovrebbero mettere l’ente al riparo dalle richieste di risarcimento.
«Negli ultimi cinque anni – riprende Ceroni – con i distinguo emersi negli interventi in consiglio e nella diversità delle proposte e modalità di gestione, tutti i rappresentanti dei diversi gruppi politici hanno condiviso la necessità di salvaguardare la produzione agricola e di tutelare la sicurezza delle persone, richiamando la necessità di specifiche azioni per contenere i danni che derivano dal sovrappopolamento. A me questo fa indubbiamente piacere, ma ora è il momento di passare dalle parole ai fatti».
Ormai da tempo alcune Regioni (Sardegna, Lazio, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia) hanno stipulato una polizza assicurativa e costituito fondi specifici per la copertura dei danni subiti dai veicoli e per i conseguenti danni alle persone, a seguito di collisioni con fauna selvatica su strade statali, regionali, provinciali e comunali, escludendo solo le autostrade e le tangenziali. «Al momento la Regione Toscana – dice ancora Ceroni – non prevede questo tipo di tutela e rifiuta ogni risarcimento».
Ceroni va oltre, accompagnando alla principale richiesta contenuta nella lettera, un secondo passaggio. «Se è indubbio che la fauna debba essere tutelata, a salvaguardia dell’equilibrio dell’ambiente – prosegue Ceroni – è altrettanto vero che la protezione vada rivolta anche nei confronti delle persone, degli utenti delle strade, che si trovano spesso nella condizione di subire danni a causa degli imprevedibile comportamenti degli animali selvatici. Cosa significa? Semplice. Che il numero degli ungulati in Toscana e in Maremma deve essere ridotto. Per questi motivi chiediamo ai candidati che nel loro programma elettorale venga prevista, oltre a una corretta forma di gestione degli ungulati, la stipula di una copertura assicurativa con gli stessi criteri individuati da altre Regioni per risarcire i danni dovuti agli incidenti causati dalla fauna selvatica». —
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