Il Tirreno

Grosseto

Maremma com'era

La rete da pallavolo non c’è più ma qualcosa è rimasto immutato

Michele Nannini
Follonica, 1959: una partita di pallavolo sulla spiaggia di fronte al campeggio Pineta del Golfo (ex Enal) dall’Archivio Fratelli Gori. La fotografia è in regalo con l'edizione del Tirreno in edicola il 13 agosto 2020
◗
Follonica, 1959: una partita di pallavolo sulla spiaggia di fronte al campeggio Pineta del Golfo (ex Enal) dall’Archivio Fratelli Gori. La fotografia è in regalo con l'edizione del Tirreno in edicola il 13 agosto 2020

Negli anni l’arenile del campeggio Pineta del Golfo o ex Enal ha cambiato fisionomia ma la struttura conserva i canoni

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Una spiaggia semideserta davanti alle tende del campeggio immerso nella pineta e una rete da beach volley - esisteva "già" negli Anni Sessanta anche se magari non si identificava con l’anglicismo - per la partita di metà mattina.

Il panorama della spiaggia di Follonica immortalato nello scatto dell’archivio dei fratelli Gori - in omaggio oggi, 13 agosto, con Il Tirreno in edicola - restituisce il sapore antico di una città che in questi 60 anni è cambiata parecchio, anche sul litorale.

La partita in questione si è giocata sulla spiaggia di fronte al campeggio Pineta del Golfo che rispetto a quegli anni - in controtendenza con tutto il resto - è cambiato poco o nulla; il litorale, invece, adesso è più ampio e strutturato con un moderno stabilimento balneare per i vacanzieri del terzo millennio.

Ancora oggi, il campeggio è conosciuto dai follonichesi meno giovani come "ex Enal" e si trova nella spiaggia di Levante nel quartiere Salciaina, a poche centinaia di metri dal confine con Scarlino. L’Enal era l’ente che dal Dopoguerra fino alla fine degli Anni Settanta si è occupato di assistenza ai lavoratori, nato sulle ceneri dell’Opera nazionale del dopolavoro del periodo fascista. Una delle attività peculiari dell’Enal, organizzato in sezioni locali molto radicate in tutto il territorio nazionale, era quella di offrire svago e impiego del tempo libero ai dipendenti.

Per molto tempo si è occupato anche della raccolta dell’Enalotto ma l’attività più importante era rivolta all’impiego delle ore libere dei lavoratori tanto che negli Anni Cinquanta e Sessanta la gestione dei campeggi era una delle attività principali dell’ente, che metteva a disposizione dei propri affiliati diverse decine di strutture in ogni zona d’Italia. Il campeggio follonichese fu costruito nel 1954 ed è rimasto in gestione all’Enal fino al 1979 quando, a causa della soppressione a livello nazionale dell’ente, tornò al Demanio; adesso è gestito dalla cooperativa Nuova Maremma ma l’impostazione dell’epoca è rimasta in pratica immutata, con le piazzole immerse nella pineta che garantiscono ombra e fresco anche nelle torride giornate estive.

Completamente diverso invece è il panorama della spiaggia che si apre davanti al campeggio; da anni sono purtroppo spariti quasi tutti i pini marittimi immortalati nelle foto immediatamente adiacenti al litorale mentre resistono, seppur a fatica, i pini domestici che sono il cuore della pineta. Là dove una volta c’era la rete da beach volley adesso c’è un attrezzato e moderno stabilimento balneare che ormai da quasi venti anni offre i propri servizi sia ai clienti della Pineta del Golfo che a quelli esterni alla struttura, anche se da sempre quel tratto di spiaggia è stato al servizio dei campeggiatori.

E seppur con le complicazioni e le restrizioni imposte dalle normative anti-Covid non manca neppure in questa calda e anomala estate 2020 chi non rinuncia, così come nel 1959, a un po’ di sano sport all’aria aperta, improvvisando una partita a racchettoni più o meno dove sessanta anni prima atletici vacanzieri di fine cinquantesimo decennio si cimentavano nella pallavolo in spiaggia, il tutto qualche decina di metri più avanti rispetto alla partita immortalata nella foto e di fronte all’area adesso attrezzata dallo stabilimento balneare che può godere di una lunghezza della spiaggia molto più ampia rispetto a qualche decennio fa. Per quest’anno invece niente strutture fisse per sport o animazione, se ne riparlerà a emergenza pandemia finita.

Nello scatto dei fratelli Gori spunta anche un baracchino proprio a bordo pineta: era il bar sulla spiaggia, struttura che con quella conformazione non c’è più ma della quale i gestori attuali del campeggio ricordano benissimo il posizionamento, anche perché durante gli annuali lavori di manutenzione non è raro veder spuntare dal sottosuolo resti ormai sbriciolati di quei mattoni che ne rappresentavano la struttura portante, in un’epoca nella quale per tirar su un locale a bordo spiaggia non si stava troppo a guardare i dettagli costruttivi e autorizzativi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.39190322:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39190322:1652804876/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.39190339:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2020/08/13/news/porto-santo-stefano-1958-nel-giorno-del-palio-lo-scatto-in-regalo-il-14-agosto-1.39190339]]

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.39186515:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2020/08/12/news/maremma-com-era-la-seconda-tappa-si-ferma-a-castiglione-1.39186515]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web