Il Tirreno

Grosseto

l’incubo incendi 

Inferno di fuoco nel bosco di Bagnolo: ventuno squadre in azione da sei giorni

Francesca Gori
Inferno di fuoco nel bosco di Bagnolo: ventuno squadre in azione da sei giorni

Sono ripartiti alcuni focolai per il fenomeno dello “spotting”, la cenere incandescente che ha generato i nuovi roghi

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CIVITELLA MARITTIMA. C’erano volute 48 ore per domare le fiamme scoppiate una settimana fa nel bosco di Bagnolo, tra i comuni di Civitella Paganico e Roccastrada. Quarantotto ore di lavoro ininterrotte da parte del persone dei vigili del fuoco, dell’antincendio boschivo, insieme ai volontari della Vab che sono arrivati nella provincia di Grosseto da tutta la regione. Due squadre anche da Quarrata, in provincia di Pistoia.
Il fuoco ha distrutto sessantacinque ettari di bosco. Un polmone verde preziosissimo, che alimenta di ossigeno tutta la zona sud della Toscana.
Da due giorni, le fiamme sono tornate a fare paura e questa volta non si tratta del rogo scoppiato di nuovo ma del fenomeno dello “spotting” che sta mettendo in difficoltà le squadre al lavoro. Erano 21, quelle dell’antincendio boschivo della Regione intervenute ieri, insieme a un elicottero che ha effettuato diversi lanci dall’altro.
 

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L’area interessata dall’incendio nel suo complesso è attualmente di 65 ettari e per spegnere le fiamme sono arrivati anche due canadair della flotta nazionale.
Il lavoro di estinzione delle fiamme e di bonifica continuerà anche nei prossimi giorni, fino alla completa messa in sicurezza dell’area.
L’area, una vasta zona boschiva inaccessibile in vari punti, è minacciata dalla cenere incandescente che cova sotto al fogliame. Non essendo un bosto frequentato e non essendo nemmeno mai stato interessato dalle fiamme, il sottobosco è aumentato fino a comporre uno strato di 40 centimetri di fogliame ormai secco. È lì sotto che cova la cenere che comincia a scoppiare e che, sparata in aria, attacca di nuovo le chiome degli alberi. Da giorni l’umidità è sparita e anche questo fattore è determinante per il propagarsi delle fiamme.
Tra i volontari intervenuti a Bagnolo ci sono le donne e gli uomini della Racchetta, la onlus che opera sul territorio regionale con 31 sezioni, 2000 soci volontari che non percepiscono un euro per quanto offrono in soccorso di ambiente e comunità.
 

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Le loro attività principali sono l’antincendio boschivo, la protezione civile ma anche molti altri servizi di pubblica utilità: per l’emergenza Covid, ad esempio, la Racchetta ha operato anche nel sociale con consegna spese e farmaci e tutta una serie di supporti specifici agli enti.
Sull’incendio di Bagnolo, in una settimana, si sono succedute circa 80 squadre provenienti da tutte le province della Toscana in supporto alla sezione locale. La lotta contro i focolai che stanno riprendendo di volta in volta è costante: ogni giorno, i volontari dell’antincendio boschivo insieme ai vigili del fuoco sono impegnati, oltre che per domare le fiamme, anche nelle delicate operazioni di bonifica del terreno. Fino ad oggi, le squadre hanno lavorato per più di 76 ore, proprio per evitare che il fuoco riprendesse vigore, danneggiando una delle zone più verdi della Maremma.

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