Sicurezza
«Io, redarguita perché chiedevo che indossassero la mascherina»
Inciampa lungo la passerella di un bagnetto In tre la soccorrono ma senza dispositivi
il caso
giovanna mezzana
La diversa percezione del rischio per il contagio da coronavirus da parte dei cittadini crea tensioni nel migliore dei casi, e episodi deplorevoli – come quello accaduto qualche giorno fa a Massa Carrara – soprattutto in spiaggia, dove tutti, invece, dovrebbero poter godere di sole e relax, nonostante la pandemia non sia finita.
Un’insegnante grossetana in pensione racconta al Tirreno che cosa le è accaduto mentre era al mare a Principina; l’episodio si è verificato a luglio ma le è tornato prepotentemente alla mente quando ha letto il caso della mamma che, sulla riviera apuana, ha chiesto a due bagnanti il rispetto della distanza di sicurezza per suo figlio reduce da una delicata operazione di trapianto e le è stato risposto: «Se è malato, tienitelo a casa».
«Ero in compagnia di mio marito – racconta – e stavo percorrendo la passerella del bagno. Giunta quasi alla fine di essa, ho messo male il piede e sono caduta a terra battendo il ginocchio». Il marito è vicino a lei, si protende verso la moglie, l’aiuta. Nel frattempo tre clienti del bagno accorrono – generosamente – per aiutare la signora. «Mi sono venuti addosso in tre, tutti e tre senza la mascherina». E qui che lei è prima in forte imbarazzo e poi subentra l’apprensione. I soccorritori sono: un anziano, un cinquantenne e una giovane donna. «Ho chiesto gentilmente a tutti e tre di allontanarsi – racconta – in quanto erano senza la mascherina. L’anziano se n’è subito andato, il cinquant’enne c’è rimasto un male e si è allontanato ma la giovane donna, tra 30 e 40 anni, non ha desistito». «Ha cominciato a urlare: “Io sono un’infermiera, la mascherina non serve” e ha continuato a rimbrottarmi in malo modo e ad urlare fin quando non è tornata al suo ombrellone». «Mi chiedo come faccia, proprio un’infermiera – aggiunge – a tenere un comportamento simile. È vero che siamo all’aperto, ma se le distanze non possono essere mantenute è opportuno tenere la mascherina». È più che motivato il timore del contagio da parte dell’insegnate: «Mio marito è cardiopatico, ha avuto due infarti e mia figlia è immunodepressa: potrò aver diritto a tutelare me, che ho 67 anni, e la mia famiglia?». –
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