Il Tirreno

Grosseto

la tragedia 

Il sub disperso non ce l’ha fatta Il corpo senza vita trovato al Giglio

Il sub disperso non ce l’ha fatta Il corpo senza vita trovato al Giglio

Lo cercavano da sabato, quando è scattato l’allarme Sequestrato il compressore per caricare le bombole

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È stato recuperato ieri poco dopo le 11,30, nel mare fra l’isola del Giglio e l’isola di Giannutri, il corpo senza vita del sub disperso da sabato pomeriggio all’isola delle Formiche. L’uomo, che si chiamava Roman Pavlic, 54 anni originario di Praga, era in vacanza al camping Etruria a Castiglione della Pescaia insieme alla famiglia, moglie e figlio, e sabato mattina aveva chiesto al diving club della cittadina costiera di essere ospitato per l’uscita giornaliera, con destinazione appunto gli isolotti delle Formiche. Un tour classico, molto conosciuto soprattutto per la possibilità di esplorare a varie profondità angoli incredibili, tra gli scogli degli isolotti, con alcune buche che arrivano anche a 70-80 metri di profondità.

Verso le 17 di sabato era però stato lanciato l’allarme alla Guardia costiera, quando il sub non era riemerso e la comitiva aveva iniziato a preoccuparsi. I soccorsi erano scattati immediatamente, con tre vedette della Guardia costiera, due partite da Porto Santo Stefano e una da Castiglione della Pescaia, a cui poi si sono aggiunti gli elicotteri dei vigili del fuoco e sempre della Guardia costiera, con i sub. Le ricerche erano andate avanti oltre il tramonto, ma dell’uomo non c’era nessuna traccia. Poi ieri mattina la chiamata direttamente dalle vedette in perlustrazione: un corpo era stato visto galleggiare in mare aperto, ben distante dall’isola delle Formiche: la forte corrente lo aveva trascinato per molte miglia. Immediato il recupero: la salma è stata portata a Porto Ercole, prima di essere composta all’obitorio dell’ospedale di Grosseto dove è arrivata la moglie e il figlio per il riconoscimento. Il sub a quanto pare aveva ancora addosso la sua attrezzatura completa: muta e bombole. Quasi certamente sarà effettuata l’autopsia per stabilire le cause del decesso.

Sabato sera il comandate della Guardia costiera di Castiglione della Pescaia Roberto Penta aveva sentito tutti i testimoni del diving club, circa una decina di persone, che hanno confermato quanto accaduto. Le immersioni sono state due: una nella tarda mattinata appena dopo l’arrivo con la barca all’isola delle Formiche; e poi nel primo pomeriggio la seconda. E a quanto pare il sub 54enne ha sempre voluto farle da solo. Proprio nella seconda immersione, anche in questo caso la conferma dei componenti del divign club è stata unanime, la profondità non superava i 10-12 metri, e a causare la morte di Roman Pavlic potrebbe essere stato un malore improvviso. Messo sotto sequestro il compressore del diving club, una procedura di rito, anche se tutti gli altri componenti dell’escursione non hanno riferito alcun problema con le bombole dopo il ricaricamento dell’ossigeno. —

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di Redazione web