La protesta
«Campetto di basket nuovo? Noi non ne possiamo più»
Il Comune annuncia il restyling dell’area, ma una residente chiede che venga recintato per evitarne un uso improprio e fastidi a danno dei residenti
grosseto
Il campo da basket di piazza Lulli sarà completamente ristrutturato con un investimento da 106mila euro che riguarderà l’area sportiva, i canestri e il fondo: è previsto anche un nuovo impianto di illuminazione. Di recente i consiglieri Andrea Ulmi e Andrea Pieroni hanno applaudito all’approvazione – da parte della quarta commissione – del progetto di rifacimento del campetto, ma per i residenti nelle vicinanze dell’impianto sportivo non sarebbe oro tutto ciò che luccica, come si suole dire.
Proprio prendendo spunto dall’apprezzamento manifesto dei due consiglieri comunali, una lettrice del Tirreno, Velia Morganti interviene per sottoporre l’argomento all’attenzione del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna.
«È insostenibile – scrive – la situazione di disagio e di degrado sociale che tale impianto sportivo ha causato e causa ai residenti». «Da moltissimo tempo – continua – gli abitanti di via Cimarosa, tutti i giorni dell’anno e anche la notte, sono costretti a subire impotenti il violento rumore prodotto delle continue pallonate scaraventate sul cerchio e sul tabellone del canestro; le urla, le bestemmie e la musica a tutto volume provocate da giocatori improvvisati che arrivano anche da lontano e che sono incuranti del rispetto dell’altrui diritto al silenzio, al riposo e alla tranquillità».
Velia Morganti, dunque, chiede al sindaco che venga prevista «una chiusura con recinzione e la conseguente regolazione dell’accesso all’impianto cosicché i residenti siano tutelati dal perenne inquinamento acustico», «tenuto anche conto – aggiunge – che il previsto miglioramento e potenziamento dell’illuminazione, a spese dei cittadini, porterà sempre più persone a usufruire indiscriminatamente della struttura nelle ore notturne, soprattutto se, come avviene ora, c’è da smaltire sbornie e altro». «Anche il compianto Priamo Ulmi, che il nipote Andrea porta ad esempio (il nonno donò l’area alla società di pallacanestro, ndr) sosterrebbe questa elementare proposta». –
g. m.
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