Sicurezza
Vaccino influenza, campagna anticipata
Si parte a fine agosto a causa dell’emergenza Covid. Intanto le Usca in tutta la provincia scendono da quattro a due
È già partito il conto alla rovescia per la campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale. «Già a fine agosto inizieremo con l’avviso: vaccinatevi», annuncia Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso-Società della Salute, e direttore della zona distretto Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana, che spiega perché la campagna vaccini, quest’anno, non sarà solo un sollecito ma un invito perentorio. Sul fronte dell’emergenza coronavirus invece il quadro è assai mobile; Regione Toscana e Asl sud est rendono ogni giorno conto del numero dei nuovi casi di contagio: la situazione più rilevante si registra a Follonica, dove il monitoraggio regionale ne ha di recente rilevati nove. Intanto restano operative ma si dimezzano le Usca, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale costituite da medici di medicina generale con un contratto diretto con l’azienda sanitaria e che svolgono attività domiciliari per i pazienti Covid: in Provincia passano da quattro a due.
Nel 2019 la campagna di vaccinazione antinfluenzale della Regione, che ogni anno ha l’obiettivo di rendere immune gratuitamente il maggior numero possibile di ultra65enni, è partita il 29 ottobre: quest’anno con la spada di Damocle del Covid ci si muove d’anticipo. «Ogni anno in Italia si ammalano di influenza circa 10 milioni di persone – nota Boldrini – Se riuscissimo a vaccinare il 95% della popolazione, percentuale pressochè impossibile da raggiungere, di fronte al caso di una persona con sintomi tipici dell’influenza avremmo la certezza che si tratta di coronavirus». E questo consentirebbe di non perdere tempo nella diagnosi ma di agire subito: sia sul fronte delle cure che su quello dell’eventuale indagine epidemiologica. Non solo: «Anche se il vaccino antinfluenzale – aggiunge il direttore della zona distretto Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana – non è specifico per il Covid, rafforza comunque il sistema immunitario creando una barriera contro i batteri: ecco perché vaccinarsi». «Quella di quest’anno – sottolinea – sarà una campagna straordinaria. Spero che per Grosseto si traduca in migliaia e migliaia di vaccini».
Intanto in provincia di Grosseto restano operative due Usca, le unità speciali disposte dal Governo – con il decreto legge n. 14 del 9 marzo, articolo 8 – per potenziare il servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza Covid, le linee guida per l’istituzione delle quali in Toscana sono contenute nell’ordinanza n. 20 del 29 marzo del presidente della giunta regionale. Durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria quattro sono state le Usca che hanno operato in provincia di Grosseto; tre per la zona distretto Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana: e, in particolare, l’unità l’Amiata grossetana e senese, l’unità Follonica, e l’’unità “rafforzata” (cioè con due medici anziché uno) di Grosseto; e una per la zona distretto delle Colline dell’Albegna. Composte in genere da un medico e da un infermiere dotati di dispositivi di protezione adeguati, durante i mesi più duri della pandemia le Usca hanno assistito i pazienti contagiati che non necessitavano di un ricovero ospedaliero (l’80% circa dei casi positivi): e l’hanno fatto fornendo supporto telefonico ma anche visite domiciliari; hanno permesso dunque di ridurre la pressione dei pazienti sugli ospedali (che altrimenti sarebbero collassati) e di contenere – a scopo anti-contagio – la “circolazione” dei medici di medicina generale a casa dei pazienti, negli alberghi sanitari ma anche nelle residenze sanitarie quando il virus si è infiltrato nelle Rsa. Se il 29 luglio il consiglio dei ministri non avesse deliberato la proroga dello stato di emergenza, l’attività delle Usce sarebbe stata sospesa. Non è andata così. In provincia di Grosseto resta così operativa l’unità rafforzata di Grosseto e l’unità delle Colline dell’Albegna: «Il numero dei contagi si è considerevolmente ridotto – nota Boldrini – da qui la scelta della riduzione. Certo è che se il virus dovesse “ripartire” siamo pronti a riprendere l’attività di tutte». —
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