Sicurezza
«Pd inaffidabile e irresponsabile» Presidenza Coeso, Agresti attacca
Il vicesindaco del Comune capoluogo chiede il rispetto dei patti: «Termine cerca solo lo scontro»
grosseto
«Non rispettando i patti sul presidente del Coeso, il Pd si è dimostrato inaffidabile e irresponsabile». Il vicesindaco di Grosseto, Luca Agresti interviene duramente nella diatriba tra il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il presidente del Coeso Giacomo Termine che, stando a quei patti, avrebbe dovuto lasciare il posto a un nuovo presidente designato dal Comune capoluogo.
L’assemblea della società della salute è convocata per oggi e, all’ordine del giorno, non c’è il cambio al vertice, come era stato richiesto da Vivarelli Colonna. «Quando, a febbraio scorso, dovevamo fare il passaggio di presidenza – dice Agresti – il sindaco di Grosseto si è dimostrato responsabile, in una situazione difficile per l’emergenza Covid, e abbiamo rimandato perché in quel momento, per tutti noi, la cosa più importante era contrastare l’epidemia, ma da settimane ormai stiamo chiedendo ufficialmente che venga inserito, nell’assemblea del Coeso che si terrà proprio oggi, il cambio della presidenza. Da parte di Termine e del Pd, però, come risposta abbiamo ricevuto solo una netta contrapposizione».
Agresti parla di inaffidabilità e irresponsabilità di Termine e del Pd. «Sono inaffidabili – dice – perché non rispettano i patti scritti, e sono anche irresponsabili perché, con questo atteggiamento, rischiano di nuocere a una struttura che sta lavorando bene. Siamo soddisfatti di quello che è stato fatto e mi preme anche ringraziare l’assessore al sociale Mirella Milli che è sempre stata presente in tutte le strategie, in tutte le azioni e le attività portate avanti dal Coeso, ma se il segretario del Pd, Giacomo Termine, continua a mantenere questo tipo di atteggiamento, rischia di nuocere alla struttura del Coeso e soprattutto ai suoi utenti». Il problema – spiega Agresti – è la legittimità degli atti che seguiranno a un’assemblea che il Comune di Grosseto ritiene illegittima.
«Nel momento in cui non vengono rispettati i patti e non si risponde alle richieste avanzate dal Comune di Grosseto che ricordo essere quello che contribuisce maggiormente alle attività del Coeso, con 4 milioni di euro, naturalmente con un effetto moltiplicatore rispetto ai benefici che poi ricadono sul territorio, va da sé che da ora in avanti il rischio è che tutto ciò che viene portato vanti sia illegittimo. Viene fuori – prosegue – una politica che pensavamo non esistesse più, una politica dello scontro e basta, voluta dal Pd, sicuramente per motivi di campagna elettorale, ma non si può, per le campagne elettorali, che siano per le regionali o per le prossime amministrative, mettere in difficoltà un settore, quello del sociale, come sta facendo il Pd, come sta facendo il suo segretario».
Lo scontro, secondo Agresti, potrebbe anche arrivare in Tribunale. Non si escludono azioni legali per far rispettare i patti. Il vicesindaco respinge la riserva, mossa dai sindaci del Pd, per cui il sindaco di Grosseto, avendo più cariche, rischierebbe di non portare avanti il suo impegno al Coeso: «È un processo alle intenzioni – dice Agresti – io sono convinto che Antonfrancesco, come sta facendo molto bene il sindaco e il presidente della Provincia, farà bene anche il presidente del Coeso. Ma poi, queste accuse non possono venire da uno come l’attuale presidente Giacomo Termine che è sindaco, segretario provinciale del Pd e presidente del Coeso».
Il patto parasociale parlava di un presidente designato dal Comune di Grosseto, ma non indicava necessariamente il sindaco di Grosseto come presidente del Coeso. Agresti conferma, ma sottolinea che «se qualche mese fa, in maniera serena, avremmo potuto ragionare su una soluzione che trovasse maggiore condivisione, oggi non può che essere il sindaco di Grosseto, anche perché non possiamo accettare che il Pd, in maniera arrogante, inaffidabile e irresponsabile dia indicazioni su chi è il presidente del Coeso». Agresti è anche convinto che il Pd non sia granitico sulla posizione del suo segretario. «Non credo – dice – che tutti i dirigenti, gli iscritti e i simpatizzanti del Pd siano convinti che non onorare i patti sia una cosa che non crea alcun problema: credo che ci siano persone serie che sanno che portare avanti un percorso amministrativo e politico, stabilito e sottoscritto sia un qualcosa dal quale non possiamo tornare indietro». –
enrico pizzi
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