Il Tirreno

Grosseto

l’inferno tra civitella e roccastrada 

Mezzo milione di euro per domare le fiamme nei boschi di Bagnolo

Gabriele Baldanzi
Mezzo milione di euro per domare le fiamme nei boschi di Bagnolo

La stima della Regione Toscana che sta ancora monitorando tutta l’area. L’acqua presa anche dal laghetto Rumacchi: «Serve tanta più manutenzione» 

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civitella

Spegnere l’incendio di Bagnolo è costato alla collettività centinaia di migliaia di euro, “oltre mezzo milione” – secondo una fonte regionale. Ore e ore di volo di elicotteri e canadair, gli interventi con i mezzi a terra (provenienti da tutta la Toscana) e infine le bonifiche e la sorveglianza, costi che spesso sfuggono a chi non è un addetto ai lavori.

Quello nella Tenuta di Bagnolo è stato un incendio difficilissimo da domare, proprio per l’inaccessibilità della zona. Adesso che tutto – si fa per dire – sta tornando alla normalità, lo confermano alcuni operatori impegnati nello spegnimento. Stiamo parlando di una cerniera verde di decine di migliaia di ettari, un ponte naturale tra le province di Grosseto e Siena, che dalla Senese si estende fin sotto Roccastrada, un tutt’uno con il Belagaio.

La val di Farma e la valle del Merse che si toccano, attraversate da Anso, Gretano e altri corsi d’acqua minori. Querce da sughero, leccete, ma anche microaree con una flora unica. Boschi di una estensione con pochi eguali nel centro Italia, famosi proprio per la difficoltà di penetrazione. Per questa ragione l’incendio partito poco dopo le 12,30 del 4 agosto – il più vasto registrato nel 2020 in Toscana – ha rischiato di diventare un’emergenza nazionale, aiutato anche dal forte vento.

Sono bruciati circa 80 ettari di pineta, sughere e macchia mediterranea, l’equivalente di quanto è andato a fuoco nei primi sette mesi dell’anno in tutta la regione, dove si erano registrati “solo” 167 piccoli incendi. Conclusa ieri la prima fase di messa in sicurezza, a parlare adesso sono anche i confinanti della storica Tenuta di Bagnolo, coloro che negli ultimi giorni hanno vissuto momenti di paura, non lontano dal fronte del fuoco.

Lorella Pericci è la proprietaria del laghetto Rumacchi, a sei chilometri da Roccastrada, altrettanti da Civitella Marittima, dove hanno “pescato” gli elicotteri. In passato ha anche lavorato alla Tenuta di Bagnolo. «Quello che è successo tre giorni fa è grave – dice – e spero che non si ripeta. Abbiamo vissuto un incubo, momenti tremendi. Quella di Bagnolo, in passato, era una tenuta forestale curata per quanto riguarda strade interne, cesse tagliafuoco, agibilità dei guadi. Ora ci sono grandi difficoltà di accesso laddove, come è accaduto, dovesse verificarsi un’emergenza. Le lance hanno avuto problemi ad avvicinarsi al fronte del fuoco e anche la bonifica, in queste condizioni, non è semplice. Noi, con il nostro laghetto, ci siamo messi a disposizione, ci mancherebbe, ma forse è il caso di prevedere anche altri invasi. Cosa chiedo? Un incontro alla Regione, ai Comuni, collaborazione, perché i boschi vanno manutenuti, servono interventi. Anche quando le operazioni di spegnimento, come in questo caso, risultano tempestive per via aerea, c’è bisogno sempre di un contenimento delle fiamme da parte delle squadre terrestri». E l’incendio nel territorio comunale di Civitella Paganico ieri sera risultava ancora sotto monitoraggio a Firenze, proprio per le caratteristiche del territorio, particolarmente difficile da raggiungere e attraversare. —

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