Il Tirreno

Grosseto

l’intervista 

«La sanità locale avrà i finanziamenti necessari alle opere di cui ha bisogno»

Lina Senserini
«La sanità locale avrà i finanziamenti necessari alle opere di cui ha bisogno»

Il direttore D’Urso spiega perché sono arrivati solo 5 milioni «Quei soldi vanno integrati con i fondi Mes della Regione» 

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GROSSETO

Nei giorni scorsi la Regione Toscana ha assegnato alle Aziende sanitarie 300 milioni di euro per interventi strutturali, da avviare nel 2020-2021. Di questi, poco meno di 53 milioni vanno alla Asl sud est, ma solo 5 milioni e 215mila alla sanità maremmana, contro gli 11 milioni e 670mila euro per Siena e i 36, 8 milioni per Arezzo. Briciole a Grosseto, considerando, ne ha dato notizia il Tirreno mercoledì, che a febbraio la previsione era di oltre 10 milioni di euro per almeno dieci progetti. Oggi il direttore generale della Asl sud est Antonio D’Urso spiega i motivi delle differenze nella ripartizione dei fondi e illustra i progetti per la sanità maremmana

Perché a Grosseto solo 5 milioni di euro su 53 e che fine hanno fatto i finanziamenti previsti a febbraio?

«I finanziamenti regionali, relativi al programma pluriennale a sostegno di progetti di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico, fanno riferimento a progetti già sviluppati e in attesa di ricevere le risorse per la realizzazione. Quelli destinati alla sanità grossetana rappresentano in realtà solo una piccola parte, ma da integrare con i fondi del Mes, che la Regione investirà in sanità. Grosseto avrà i finanziamenti necessari per portare a termine le opere di cui ha bisogno. Abbiamo già fatto considerevoli interventi in questa provincia, basti pensare alla nuova ala del Misericordia per la quale sono stati finanziati circa 60 milioni».

In questi fondi ci sono risorse per le opere strategiche all’ospedale del capoluogo?

«Il Misericordia è il centro di riferimento per tutta la provincia, la struttura fulcro della rete ospedaliera del territorio, che offre servizi sanitari fondamentali per i cittadini e che ha eccellenze in molte branche. Come è stato dimostrato anche durante l’emergenza Covid, l’intenzione dell’Azienda è continuare a implementare il potenziale di cura del presidio, sviluppandone i servizi attraverso azioni di ammodernamento e adeguamento».

Faccia qualche esempio

«Oltre alla creazione del Polo donna-bambino e alla riqualificazione dell’Anatomia patologica, come riportato nel vostro articolo, sono già finanziati altri importanti interventi, come l’adeguamento dell’antincendio, per 1 milione e 400mila euro; la ristrutturazione dei locali per la Tc/Pet, per 440mila euro, e dell’area per la farmaceutica ospedaliera, dove sarà installato il robot per la preparazione farmaci antiblastici, con interventi per 1 milione di euro. Infine l’adeguamento del laboratorio analisi per ospitare le nuove apparecchiature, per cui sono previsti 640mila euro».

Fin qui abbiamo parlato dell’ospedale, ma molto c’è da fare anche per il territorio

«Sono in corso e in via di conclusione opere di riqualificazione e interventi per la realizzazione ex-novo di servizi al cittadino, in collaborazione con le direzioni di zona. Per citare le più importanti, è in fase di ristrutturazione l’edificio ex Inam a Orbetello, che ospiterà la Casa della salute; in dirittura di arrivo nel prossimo autunno, i lavori per il Centro disturbi alimentari a Castiglione della Pescaia, per un investimento di 2 milioni e 400mila euro. Aggiungo anche la ristrutturazione dei distretti di Montiano e Porto Ercole, per 100mila euro. Infine, sono terminati i lavori al distretto di Giglio Castello per 200mila euro».

Come vede il futuro della sanità maremmana?

«Stiamo lavorando per il rilancio degli ospedali e per potenziare i servizi territoriali. Il Misericordia deve essere preservato come luogo di cura per i ricoveri e gli interventi più importanti, ma è nostra intenzione impostare un assetto organizzativo che possa far fronte ad ogni eventuale emergenza come è accaduto per la pandemia. Per questo verrà riqualificata la parte più vecchia dell’ospedale per riorganizzare le attività rimaste dopo il trasferimento di alcuni reparti nella nuova area, per un totale di 5 milioni di euro. Saranno ristrutturati i locali per i Servizi psichiatrici diagnosi e cura, per 600 mila euro e completeremo la viabilità interna, con interventi per 600mila euro. Anche l’offerta territoriale sarà valorizzata: abbiamo previsto la ristrutturazione del poliambulatorio di via Don Minzoni (2 milioni di euro che la nuova stima ha portato a 4, 2) e la sede di Villa Pizzetti (2 milioni di euro, passati a 9, 2 con la nuova stima). In particolare, il progetto prevede la creazione di circa 40 posti letto di ospedale di comunità al posto dell’attuale Rsa, e 8 posti di hospice più 2 diurni. Infine l’ex centro direzionale diventerà sede di distretto, con la realizzazione della Casa della Salute e lo spostamento del SerD nelle due palazzine all’ingresso su via Cimabue». —

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