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Maremma com'era

Orbetello, l’epopea della chimica e quei cani sciolti dei pescatori

ivana agostini
Orbetello, l’epopea della chimica e quei cani sciolti dei pescatori

La laguna è filo conduttore dai Senesi e gli Spagnoli fino alle ex Sitoco e Sipe Nobel. Emidio Cagnoli ci guida nel cambio di identità tra gli anni Cinquanta e Sessanta 

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ORBETELLO. Orbetello, come si legge in un libro edito Effequ, con testi di Susanna Cantore ed Emidio Cagnoli, e con una prefazione di Fernando Quatraro, “è fatto di storia, di acqua e di vento”. Una storia legata alla denominazione senese e a quella spagnola. Il nome di Orbetello è legato però anche alla storia più recente: le Trasvolate Atlantiche di Italo Balbo, negli anni ’30, partirono proprio dall’ex Idroscalo. Orbetello è fatto anche dell’acqua della laguna che da decenni è solcata dai barchini dei pescatori. Un connubio indissolubile, quello fra lo “stagno” – come viene spesso chiamato – e i pescatori, che ha portato anche alla nascita, negli anni ’60, di una cooperativa di Pescatori che esiste ancora e che porta il nome della cittadina lagunare nel mondo.

Il pescatore di Orbetello, un uomo spesso raffigurato e immortalato, sul barchino, in piedi mentre tiene in mano una struzza (la pertica usata per far avanzare i barchini) o una fiocina per prendere il pesce. La laguna che fra gioie e dolori regala pesci come l’anguilla, il cefalo, l’orata, la spigola e le famose femminelle con le quali gli orbetellani cucinano piatti prelibati. I pescatori, prima degli anni ’60, come racconta Emidio Cagnoli «erano cani sciolti». «Ognuno pescava per sé. Poi decisero di unirsi insieme negli anni ’60. Hanno sempre avuto con il resto degli orbetellani, non dediti alla pesca, un rapporto particolare ma oggi rappresentano il nostro biglietto da visita. Oggi l’identità di Orbetello è strettamente legata a loro».

Emidio Cagnoli, 76 anni, ci accompagna in questo viaggio nell’Orbetello com’era. Lui che di professione è stato un artigiano edile con la passione per la storia e per l’archeologia. Nel racconto di Cagnoli ci sono i ricordi di quando era ragazzo. Di quando il mare degli orbetellani era proprio la laguna. Nei suoi occhi e nella sua mente ci sono i giovanotti lagunari che andavamo a fare il bagno alla Spiaggetta, dove adesso fanno il mercato settimanale del sabato. Oppure al Fossone, sempre a Neghelli, dove stanno realizzando un parco. Difficilmente, i giovani andavamo al mare in Feniglia. La spiaggia prescelta era quella di Giannella dove c’era la Colonia Marina che ha lasciato il posto, alcuni anni fa, allo stabilimento balneare Tuscany Bay.

La cittadina lagunare ha vissuto dai primi del Novecento in avanti anche fermenti industriali. Sono gli anni in cui gli orbetellani più volenterosi, preparati e propositivi, cercarono di dare al territorio uno sviluppo economico che durerà fino agli anni 60, in alcuni casi, e in altri proseguirà ancora per altri decenni. Orbetello aveva, fino a circa il 1958, il mulino e il pastificio Argentario che dava lavoro a circa 100 maestranze. Con la sua chiusura il palazzo che lo ospitava ha accolto varie attività. Attualmente è stato trasformato in abitazioni e nei locali anticamente adibiti a silos per lo stoccaggio della farina è stata realizzata una sopraelevazione.

I primi del 900 videro a Orbetello la costruzione degli stabilimenti delle Società di Roma, Prodotti chimici Colla e concimi, quella che oggi tutti conoscono col nome di ex Sitoco. Per dare alla nuova fabbrica uno sbocco al mare venne costruito il canale navigabile che dalla sede dello stabilimento, a Orbetello Scalo, arrivava a Santa Liberata. Nel 1919 Colla e Concimi venne assorbita dalla Montecatini che poi divenne Montedison. Anche la società Sbarchi, Imbarchi e Trasporti che gestiva il canale navigabile venne rilevata dalla Montecatini attraverso una società, Servizi Marittimi, che terminò la sua attività nel 1960. Oltre alla Montecatini molti orbetellani erano impiegati nella fabbrica di esplosivi della Sipe Nobel che alla fine della guerra riorganizzò gli impianti e negli anni Novanta interruppe le sue produzioni definitivamente. Gli anni’50 –’60 sono anche quelli dello stabilimento che produceva scatole di sardine all’olio dove ha lavorato, per un breve periodo, lo stesso Cagnoli.

Fra il 1955 e il 1965 Orbetello assiste anche alla nascita del suo quartiere più popoloso, Neghelli. Il boom edilizio che fa nascere una sorta di paese alle spalle di Orbetello. Il paese nei decenni si è trasformato: ha perso le sue fabbriche; ha cambiato identità puntando la sua ricchezza sul paesaggio e sulle bellezze del territorio. Gli anni 50 e 60 però, per molti, rappresentano la vera essenza del paese lagunare. —

L'INIZIATIVA

Dall’11 agosto, e per 16 date, con Il Tirreno i nostri lettori troveranno in omaggio una foto proveniente dall’Archivio Fratelli Gori. “Maremma com’era” comprende sedici foto in bianconero risalenti agli anni Cinquanta/Sessanta, che riguardano le località costiere della nostra provincia. Per ognuna di queste, una o più foto racconteranno la vita di sessanta-settanta anni fa, mostreranno mestieri e scene di vita. La foto più “antica” tra le sedici che i nostri lettori troveranno in edicola con il nostro giornale a partire dall’11 agosto risale al 1952: quel giorno i Fratelli Gori immortalarono uno scorcio del lungomare di Marina di Grosseto. Ci sono altre due vedute della località balneare, e risale al 1956 e al 1959. Sempre degli anni Cinquanta sono le foto che riguardano Isola del Giglio, Porto S. Stefano (in occasione di un palio marinaro di Ferragosto e con una scena di pescatori al lavoro con le reti), Porto Ercole, Orbetello (la pesca in laguna), la zona di Buranaccio a Capalbio. Nei nostri mini poster in regalo nei prossimi giorni anche il lungomare di Castiglione della Pescaia con il castello sullo sfondo, una Punta Ala ancora da costruire, uno scorcio di Follonica da Portiglioni e una veduta aerea della città. Immagini da non perdere. –-


 

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