Sicurezza
Maremma a domicilio, l’unione e il web fanno la forza
L’incredibile ascesa del sito di e-commerce ideato da Ariane Lotti e da otto imprenditori locali durante i difficili mesi del lockdown
grosseto
In dieci giorni, nel pieno dell’emergenza coronavirus, un rudimentale sito di e-commerce. In meno di un mese, un negozio on line strutturato con spedizioni in tutta Italia. All’inizio della Fase 3, versioni in inglese e in francese, per vendere anche all’estero i prodotti tipici maremmani.
Un’ascesa senza precedenti quella di “Maremma a domicilio”, sito internet di recentissima fondazione nato da un’idea dell’imprenditrice agricola italoamericana Ariane Lotti e di otto produttori locali in uno dei momenti più drammatici della storia recente. Ma l’unione, in questo caso, ha davvero fatto la forza: «Una singola azienda non riuscirebbe ad avere successo in un progetto così, se fosse da sola», dice Lotti.
Ariane si trasferita sei anni fa da New York a Principina per dare un futuro sostenibile all’azienda di famiglia, la Tenuta San Carlo, 480 ettari dove produce soprattutto riso biologico e ha un agriturismo.
«Era la metà di marzo la gente non usciva più di casa – ripercorre la vicenda Lotti –. Ci venuto in mente: proviamo a vedere se, mettendo insieme i nostri prodotti, possiamo avere un’offerta abbastanza interessante per giustificare logistica e costi di consegna a domicilio».
Il progetto è #AgrifoodPerRipartire del segretariato italiano di Prima (Santa Chiara Lab – Università di Siena).
Un primo sito molto semplice è stato lanciato dopo dieci giorni di riunioni su Zoom. Grazie al passaparola sono iniziati ad arrivare i primi ordini, ma l’organizzazione era “macchinosa”.
«C’era tutta la logistica da seguire e ognuno di noi – spiega l’imprenditrice – aveva un giorno della settimana in cui fare supporto ai clienti, gestione degli ordini e spedizioni». Poi i fondatori hanno deciso di affidarsi a professionisti per creare una piattaforma strutturata e, a giugno, per tradurre il sito in altre lingue.
All’inizio la consegna era gratuita in provincia di Grosseto e il 10% del fatturato veniva donato alla Croce rossa.
Gli ordini hanno raggiunto un picco di circa cento a settimana. Poi, con la fine del lockdown e l’inizio delle partenze per le ferie, si sono molto ridotti. «Abbiamo deciso di rallentare la promozione del sito in estate, per essere pronti a settembre quando la gente rientrerà», dice ancora Ariane spiegando che, in autunno, prevede di rilanciare anche sul mercato inglese a partire da Londra.
La forza dell’iniziativa nella rete tra le aziende. «Lavoravo in ambito agricolo anche negli Stati Uniti – racconta – e avevo visto modelli di rete funzionare. Quando sono arrivata qua, ho cercato quasi subito di fare rete. C’è voluto un po’ più di tempo perch*, forse, culturalmente le persone sono meno predisposte ma poi hanno capito che costruendo reti ci sono benefici per tutti». E l’esperienza di Maremma a domicilio lo dimostra. —
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