Il dolore
Dal piccolo studio del 1911 alla sede di via Matteotti
L’Archivio raccoglie stampe e negativi dal 1946 La produzione precedente era andata perduta nel corso della Seconda guerra mondiale
grosseto
Dici Fratelli Gori e pensi oggi all’Archivio e, fino a venti anni fa, all’intensa attività professionale. Quella dei Gori è una tradizione di famiglia iniziata a Grosseto negli anni Dieci del Novecento, come racconta l’Archivio stesso. Viene fatta risalire al 1911 l’apertura di un piccolo studio fotografico a Grosseto da parte di Enrico Gori, capostipite di una famiglia che per tutto il Novecento si dedicherà all’arte fotografica. Nel corso degli anni che seguirono la Prima guerra mondiale, Enrico estese la propria attività anche a Roma e, con l’aiuto dei figli, ad Assisi e Follonica.
Lo Studio Fratelli Gori viene aperto nel 1933 dai fratelli Antonio, Giuseppe e Paolo a Grosseto in viale Sonnino (poi viale Matteotti). Ma l’attività prosegue anche a Roma. La sede grossetana di viale Matteotti, presso la quale era conservato l’intero archivio fotografico, venne requisita nel 1943 dalle truppe tedesche occupanti, che stabilirono nei suoi locali un centro operativo, e successivamente da quelle Alleate. I fratelli Gori, sfollati ad Arcidosso, sulle pendici del monte Amiata, aprirono qui una sede provvisoria. Quando nel 1945 tornarono a Grosseto, tutto il materiale fino ad allora raccolto in viale Matteotti e composto da circa 8000 negativi risultò interamente perduto. L’archivio fotografico conserva stampe e negativi a partire dal 1946, mentre nel 1948 ricominciò l’archiviazione sistematica del materiale fotografico e a partire dal 1950 la redazione delle rubriche annuali, compilate all’epoca delle riprese, che contengono l’inventario completo dei servizi fotografici fuori studio. L’attività dello studio fotografico proseguì quindi ininterrottamente fino al 1999, anno di chiusura dello studio fotografico Gori.
Tra i grandi committenti dei Gori spicca l’Ente provinciale del Turismo di Grosseto, per il quale vennero compiuti capillari rilievi fotografici sul territorio dei diversi comuni. Datano poi 1948 ampi servizi sulla Maremma di spiccato taglio sociale, più volte ripresi dalla pubblicistica anche recente, tra cui quelli sulla vita rurale, sui butteri, e in particolare sulla transumanza e sulle condizioni di vita dei pastori. Con gli anni Cinquanta i Gori saranno tra i maggiori fotografi documentaristi dell’area grossetana, sorretti da uno studio modernamente attrezzato. Nell’ambito di campagne fotografiche di ampio respiro commissionate dai vari enti e dai consorzi per la bonifica maremmana, lo Studio Gori affiancò alla committenza pubblica anche quella di enti privati, collezionando così una serie di servizi fotografici che probabilmente lo rendono oggi uno degli archivi fotografici più completi fra quelli che documentano la riforma fondiaria della Maremma negli anni del secondo dopoguerra. —
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