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Capalbio in lutto piange il suo “Zak” un professionista dal grande cuore
Contribuì alla creazione degli eventi clou e della Racchetta Bellumori: «La sua sensibilità ha lasciato segni ovunque»
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Capalbio è in lutto per l’improvvisa scomparsa di Antonio Zandomeneghi. Zak, come tutti lo chiamavano, era nato nel 1950 a Tripoli, in Libia, e da alcune settimane si trovava all’ospedale di Montevarchi.
Era un ex dipendente comunale. Era entrato a palazzo civico nel 1978, dal 1990 aveva lavorato come responsabile del settore amministrativo, delle attività produttive, del turismo, sport e cultura e unità funzionale di protezione civile. Aveva contribuito alla nascita dei grandi eventi capalbiesi: Capalbio Libri, Capalbio poesia, Capalbio Jazz e Capalbio Cinema.
L’ex sindaco Luigi Bellumori lo ricorda con grande affetto: «Ci sono saluti difficili da pensare e da scrivere – dice Bellumori – Ha sempre svolto il suo dovere con impegno e coinvolgimento facendo cose importanti, preziose per Capalbio. Non c’è luogo che non porti con sé il segno della sua sensibilità, attenzione e salvaguardia. Le relazioni, i rapporti leali, la sua ironia lasciano segni e indelebili. È un grande esempio di professionalità che poi era l’attaccamento a questa comunità. Grazie Antonio per tutto quello che hai fatto per noi».
Zandomeneghi era andato in pensione nel 2017; anche in quell’occasione non si era perso in chiacchiere e aveva ringraziato tutti augurando a chi rimaneva al suo posto un «buon lavoro»; a se stesso riservò l’augurio di un «buon fuori lavoro»: per Zak era importante l’ironia. Ma anche le cose concrete, la tutela dei cittadini, per esempio, che lo aveva portato a collaborare nella fondazione della Racchetta di Capalbio. Fabio Piccolotti, responsabile di sezione, lo ricorda con commozione. «Tutta la Racchetta – dice – si stringe al dolore della famiglia. Saremo presenti dentro la chiesa e fuori per onorarlo come merita». La notte dell’alluvione del 2012 sul ponte di Pescia Fiorentina l’ondata di piena rischiò di portarlo via: si spaventò ma anche negli anni successivi mise la stessa dedizione e determinazione girando per lungo e largo il territorio con la campagnola per monitorare la situazione durante gli eventi meteorologici. Aveva nel cuore il cippo in memoria di Massimo Boni che nel 1990 perse la vita sul Poggio di Pescia Fiorentina durante un incendio.
Dolore per la scomparsa di Zak è stato espresso anche dall’ex assessore Alessandro Continenza col quale aveva stretto un’amicizia mossa dalla passione per il calcio: «Un uomo apparentemente burbero ma dal grande cuore». «Una bella persona che di mancherà», commenta il giornalista Bruno Manfellotto, per anni direttore del Tirreno. I funerali si svolgeranno domani alle 10 a Borgo Carige. La salma è esposta da ieri sera all’obitorio di Orbetello. –
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