Attenzione
Auto lasciate sulla duna e in altre zone vietate Caos e pericolo al km 28
Una lettrice descrive il parcheggio selvaggio in uno degli angoli più delicati della costa. Anche la navetta ha difficoltà a fare manovra
Francesca Ferri / grosseto
Menomale che le dune sono zona naturale protetta. Menomale che le auto non sono ammesse in spiaggia. E menomale che, per scongiurare il rischio incendi e per proteggere ambiente e animali, i mezzi a motore devono stare alla larga dalle pinete. Menomale...
Perché niente di tutto questo avviene al chilometro 28, località al confine tra i comuni di Grosseto e Castiglione della Pescaia, nella pineta del Tombolo che costeggia la provinciale delle Collacchie.
Domenica scorsa la strada che conduce alla spiaggia – dove è vietato l’accesso – e lo spiazzo in fondo, ricavato distruggendo una duna, erano un unico, affollatissimo parcheggio completamente fuori legge. Della sbarra che vieta l’accesso ai mezzi a motore da tempo non si hanno notizie: installata più volte da più amministrazioni comunali, di essa non c’è traccia.
Le macchine entrano indisturbate, e non solo quelle. Domenica – riferisce una lettrice che ha contattato la redazione – c’erano anche due camper affacciati sulla spiaggia, «con le tende da sole aperte», racconta.
Difficoltoso, per la navetta che fa la spola con il parcheggio Area Parking della Canova, e che ha il peresso di arrivare alla spiaggia, fare manovra tra le auto. Lo conferma il titolare del parcheggio, Marco Passini. «Abbiamo segnalato all’amministrazione queste difficoltà», dice Passini.
Inimmaginabile cosa potrebbe accadere in caso di emergenza, se ad esempio dovesse essere necessario fa arrivare un’ambulanza a ridosso della spiaggia per un soccorso urgente: nel fine settimana, quando il parcheggio deborda di auto, è difficoltoso arrivare ma soprattutto è facile rimanere incastrati tra le manovre.
Nei giorni scorsi la Municipale ha staccato diverse multe di circa 200 euro l’una agli automobilisti che avevano parcheggiato sulla duna. L’effetto deterrente, però, non c’è stato. Anzi. La lettrice che ha segnalato al Tirreno la situazione lamenta di non essere riuscita a mettersi in contatto con la Municipale di Marina, né con il comando di Grosseto. «Ho chiamato anche la guardia costiera e il 112 – racconta –. I carabinieri mi hanno dato un numero per le emergenza, lo 0564 26000». È il numero della protezione civile. «Ma anche lì non mi ha risposto nessuno», dice la signora. —
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