Il Tirreno

Grosseto

campagnatico 

Le sagre non si faranno Il sindaco risponde a malumori e critiche

Le sagre non si faranno Il sindaco risponde a malumori e critiche

Il consiglio comunale sospende gli eventi gastronomici La decisione è unanime ma ci sono strascichi. Il retroscena 

3 MINUTI DI LETTURA





campAgnatico

Niente sagre a Campagnatico: è la decisione – presa all’unanimità – dal consiglio comunale e che annuncia il sindaco Luca Grisanti dopo un’assemblea in cui è serpeggiato qualche malumore tant’è che il segretario è stato costretto a far uscire tre persone di Arcille scontente perché non si svolgerà la sagra locale.

«Avevo inviato le linee guida del governo sulle eventuali riaperture e sulla possibilità di organizzare eventi, sagre e manifestazioni – spiega Grisanti – Lo avevo fatto per dovere istituzionale, senza voler incoraggiare o scoraggiare nessuno; avevo anche pensato di valutare la situazione lasciando, sempre eventualmente, la possibilità di organizzare manifestazioni a ogni singola associazione ma non assicurando nulla a nessuno».

Era dunque un’eventualità, che, secondo il sindaco, qualcuno ha voluto cogliere anzitempo. «L’Associazione Festeggiamenti Arcille si è subito preparata mettendo in atto interventi costosi – sostiene Grisanti – E male ha fatto il presidente perché bastava desse retta al mio consiglio scrittogli in un messaggio del 12 luglio con cui lo invitavo a richiedere un incontro con l’amministrazione comunale prima di intraprendere qualsiasi iniziativa in quanto all’interno della maggioranza stava prevalendo la linea di condotta, adottata poi in delibera, di non far svolgere sagre nel nostro territorio».

Tra le accuse al Comune – respinte dal sindaco – ci sarebbero quelle secondo cui qualche consigliere avrebbe cercato di convincere le altre associazioni a fare le sagre quando quest’ultime, a partire da Campagnatico e Marrucheti, avevano già deciso di non organizzarle; o che alcuni ristoratori si sono rivolti al sindaco per chiederne lo svolgimento in quanto le sagre avrebbero portato beneficio anche a loro. Qualche lamentela c’è stata da parte di alcuni fornitori locali che dichiarano di subire un danno dal mancato svolgimento delle sagre.

«All’amministrazione comunale – sostiene Grisanti– continuavano ad arrivare messaggi di molti cittadini che la pensavano esattamente al contrario rispetto a quei pochi che volevano svolgere a tutti i costi la sagra. Ricordo che la gran parte dei comuni della provincia non hanno autorizzatole sagre e chi lo ha fatto le ha limitate a quelle delle società sportive».

Secondo Grisanti una stagione di sospensione delle sagre, a tutela della salute collettiva, può essere gestita dalle associazioni. «Non è la morte di nessuno – sottolinea Grisanti – e magari forse ha evitato rischi e guai ai responsabili e ha fatto sì che si evitassero rischi per gli abitanti. Mi sorprende e mi irrita l’atteggiamento di qualcuno, che ha fatto fare pressioni inutili e anche pesanti da parte di vari fornitori della sagra a tutti consiglieri e non si è limitato solo a quello. E, visto il ruolo ricoperto, invece di tenere un comportamento serio e dignitoso, ha provveduto a aizzare le folle contro la mia amministrazione, inneggiando a comportamenti scomposti in una sede istituzionale, dove, fra le altre cose e nonostante tutto questo, avrei permesso loro di parlare: come è stato fatto poi con chi è rimasto». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa