Il dolore
Bonifica alla Sitoco, la Regione rinvia per la terza volta
orbetello
«Il piano di bonifica della ex Sitoco lo invieremo entro settembre», dice la Regione. Non resta che prenderne atto, ma diciamolo subito: ci sarà stata la pandemia, la giunta di Enrico Rossi avrà avuto tutt’altro cui pensare, ma è un dato di fatto che la Regione è al terzo annuncio in sette mesi. In verità sulla ex Sitoco è tutto un rimandare.
L’elaborazione e l’invio del piano generale del chi-fa-cosa e degli interventi pubblici e privati al ministero dell’ambiente paiono la storia infinita. In sette mesi se ne contano tre di annunci. «Si manda entro il 15 marzo», disse la Regione al Tirreno il 29 febbraio. Poi arriva la pandemia e la Regione dice: «Si manda entro luglio», Il Tirreno, edizione del 26 giugno. Ora la Regione rilancia: «Ce la facciamo per settembre». Se non è una storia infinita questa, non si capisce quale possa essere definita tale. «Con tutto il tempo che s’è aspettato per le bonifiche della ex Sitoco, del resto, cosa volete che sia aspettare qualche mese in più», disse tempo fa –tra il serio e il faceto – il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti.
Lo stabilimento ha interrotto la produzione di concimi chimici da 29 anni, è in condizioni pessime e ora sta come un gigante addormentato gonfio di veleni in riva alla Laguna. Agli orbetellani appare inutile il susseguirsi degli annuncio, soprattutto quando nessuno di essi viene rispettato. Per restare alle dichiarazioni, anche stavolta è la Regione che parla: «Ce la facciamo per settembre». Ok.
«È certo che stavolta vorremmo davvero arrivare in fondo a questo piano di bonifica», dice l’assessore all’ambiente di Orbetello Luca Minucci. I tecnici regionali stanno scrivendo il piano in accordo col comune di Orbetello, Sogesid e Laguna Azzurra. Sogesid è la società per azioni – in house – del ministero dell’ambiente e del ministero delle infrastrutture per il supporto tecnico all’espletamento delle gare d’appalto. Laguna Azzurra è la società privata proprietaria dello stabilimento ex Sitoco. In ballo ci sono – come noto – 34 milioni e 500mila euro sbloccati dalla Corte dei Conti. La parte pubblica vuol cominciare a utilizzare la prima tranche da 17 milioni mentre la parte privata, Laguna Azzurra, si è sempre detta pronta a intervenire coi suoi soldi nelle zone di sua proprietà. Nessuno parla più del progetto dei due alberghi e delle case di lusso al posto dello stabilimento: presentato da Laguna Azzurra, deve essere finito in qualche cassetto dell’amministrazione Casamenti; il consiglio comunale non ha nemmeno approvato il piano operativo 2020, quello che doveva avallare il progetto. L’unica nota positiva la dice Minucci: «Dal Cura Italia è stato cancellato l’articolo 103. Bloccava tutte le procedure amministrative in tempi di pandemia». Dunque ora il percorso di bonifica dovrebbe ripartire. Dovrebbe: appunto, meglio usare il condizionale quando si parla di ex Sitoco. —
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