Sicurezza
Peculato, truffa e falso Prosciolto ex poliziotto
Grosseto
A oltre otto anni dalla sentenza di primo grado, è arrivata quella di appello. Ed è anche arrivata l’assoluzione da tutte le imputazioni (il fatto non sussiste) per Nicola Schiavone, ispettore capo della polizia di stato in pensione, finito sotto processo per le accuse di falso, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato in relazione a presunte irregolarità nel settore mensa.
All’epoca del primo processo davanti al giudice dell’udienza preliminare (i fatti sono del 2007/2008), Schiavone era stato riconosciuto colpevole con il rito abbreviato di false attestazioni sul quaderno vitto della mensa dell'amministrazione, di truffa per aver fatto mangiare alcune persone senza che queste pagassero il ticket o comunque consentendo che queste pagassero un prezzo inferiore, di peculato per aver prelevato pasti completi senza corrispondere il ticket. Nel 2012, Schiavone – che aveva 60 anni e che non faceva più parte dell’amministrazione ma che aveva visto bloccati gli avanzamenti di carriera - era stato condannato a 1 anno e 8 mesi, con cinque anni di sospensione temporanea dai pubblici uffici. La pena era stata sospesa. Il procedimento era stato originato da un esposto di un ex dirigente della Questura e a compiere le indagini erano stati gli uomini della squadra mobile di Firenze.
Assistito dall’avvocato Carlo Valle, Schiavone aveva subito presentato appello. L’udienza si è svolta nei giorni scorsi, davanti ai giudici della seconda sezione penale della Corte di appello di Firenze. La Procura generale aveva chiesto la conferma della condanna, fatta salva l’accusa di falso che risultava prescritta. Attraverso indagini difensive, ammesse nel giudizio, la difesa ha cercato di dimostrare l’inconsistenza degli elementi probatori che erano stati portati a sostegno dell’accusa. Il collegio presieduto da Federico Boscherini (Silvia Mugnaini, Sandro Venarubea) ha assolto Schiavone da ogni imputazione, riservandosi novanta giorni per le motivazioni. —
P.S.
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