Lutto
Morì schiacciato dal trattore Assolto il datore di lavoro
civitella marittima
Non ci sono colpevoli per la morte di Constantin Lita, morto a 19 anni in un incidente sul lavoro avvenuto il 29 ottobre 2015 in località Corbaie di Civitella Marittima: fu schiacciato dal trattore che si era ribaltato, il corpo era stato trovato l’indomani.
Il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna ha assolto ieri perché il fatto non sussiste Carlo Vedele, 47 anni, di Roccastrada, titolare dell’azienda agricola, imputato di omicidio colposo. Nel dicembre 2018 un altro giudice aveva assolto il fratello Giuseppe Vedele, per non aver commesso il fatto. In quella circostanza il giudice aveva inviato gli atti alla Procura chiedendo una riformulazione del capo di imputazione nei confronti di Carlo in relazione ai doveri di direzione, controllo e vigilanza. Inizialmente, entrambi erano imputati di cooperazione colposa in omicidio colposo: Giuseppe perché avrebbe concesso a Carlo la trattrice agricola non idonea, priva dei dispositivi di sicurezza; Carlo era imputato per le inosservanze in qualità di datore di lavoro. Giuseppe, assistito dall’avvocato Giuseppe Nicosia, era stato assolto due anni fa dal giudice Sergio Compagnucci, poi era stato disposto lo stralcio per Carlo, assistito dall’avvocato Giovanni Di Meglio, la cui posizione è stata definita ieri, anche in questo caso con il rito abbreviato. Per lui la pm Anna Pensabene aveva chiesto 1 anno e 4 mesi; per lui l’imputazione era relativa all’aver consentito a Lita di svolgere da solo l’attività con il trattore. L’operaio, sempre secondo l’imputazione, si sarebbe messo alla guida del trattore per raccogliere le olive e non si sarebbe accorto di una grossa buca (4 metri per 4 metri e mezzo, profondità di un metro 1,35 al punto massimo) coperta da sterpaglie: vi sarebbe entrato con le ruote della parte sinistra, il trattore si sarebbe ribaltato schiacciando il corpo di Lita. Ieri era presente anche l’avvocato Claudio Marcone, parte civile per i familiari del giovane operaio. Il medesimo legale aveva assistito l’associazione “Salute e sicurezza nel lavoro” parte civile nel procedimento contro Giuseppe.
Le motivazioni di questa seconda assoluzione saranno depositate alla fine di settembre. Sarà in questa circostanza che sarà possibile comprendere perché non sono state ravvisate responsabilità nei confronti di Carlo Vedele. —
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