Sicurezza
Bastava un fischio per ritirare eroina e cocaina ordinate al telefono
Grosseto
Gli acquirenti prima telefonavano per fissare un appuntamento e poi, quando erano arrivati in zona, facevano un fischio per far capire di essere arrivati. Queste le modalità individuate dalla guardia di finanza che nel febbraio 2015 aveva avviato un servizio di appostamento nelle pinete di Principina Mare e Marina di Grosseto: luoghi che permettevano di mimetizzarsi agevolmente. Mimetizzazione che era riuscita però anche alle fiamme gialle che, messe in allarme dalla segnalazione di un tossicodipendente, avevano puntato l’attenzione sui protagonisti della piazza di spaccio. Uno di loro Wissem Talbi, 24 anni, tunisino di nascita e follonichese di residenza, è stato condannato con il rito abbreviato a 3 anni e 5 mesi di reclusioni, oltre a 14.233 euro di multa. Il gup Marco Mezzaluna ha ordinato anche la confisca e la distruzione della droga all’epoca sequestrata.
Hashish, marijuana, eroina e cocaina le sostanze stupefacenti messe sul mercato (in collaborazione con un connazionale oggi 28enne irreperibile e con una grossetana mandata a giudizio davanti al collegio). Ventotto i clienti individuati, alcuni con decine di episodi di acquisto, nel periodo dall’ottobre 2014 all’aprile 2015: Marina di Grosseto, Principina Mare ma anche la località km 28 sulle Collacchie e Barbaruta i luoghi prescelti per lo spaccio. I clienti avevano dato indicazioni sulla frequenza, sui quantitativi, sui prezzi e avevano poi riconosciuto in foto i loro fornitori. Sulla base di questi elementi, il giudice ha pronunciato una sentenza di condanna, non riconoscendo l’ipotesi lieve: non si è trattato di una condotta occasionale: «si è in presenza di un giovane pusher che ha posto in essere un’articolata serie di condotte illecite, manifestando una costante disponibilità di stupefacente da immettere sul mercato locale”, il tutto inserito in “una struttura criminale che provvede a rifornire costantemente il Grossetano di sostanza stupefacente». Tra l’altro, il giudice nota l’occupazione di zone del territorio delle comunità locali «sottratte alla fruizione collettiva e trasformate in mercato della droga», ravvisando i rischi per la sicurezza e l’ordine pubblico, al di là dei quantitativi spacciati.
Il pm Salvatore Ferraro aveva sollecitato 6 anni, il difensore Roberto Cerboni, che presenterà appello, aveva sollecitato il minimo con le attenuanti generiche. Attenuanti riconosciute dal giudice che nota come Talbi sia inserito nel tessuto sociale locale, essere titolare di un contratto di locazione commerciale per il proprio lavoro. — P.S.
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