Proteste
Appello al prefetto per l’ufficio postale
Troppo poco un solo giorno a settimana di apertura «Disagi per gli anziani che hanno difficoltà a spostarsi»
talamone
Gli abitanti di Talamone scrivono al prefetto di Grosseto, Fabio Marsilio, per chiedere la riapertura per tre giorni a settimana del loro ufficio postale.
A farsi portavoce delle istanze dei cittadini è Antonio Cagnacci, che nelle scorse settimane si è anche fatto promotore di una manifestazione per sollecitare Poste Italiane e l’amministrazione locale a intervenire per ripristinare l’apertura dell’ufficio così com’era prima dell’emergenza Covid – 19. Le Poste di Talamone, infatti, da tempo sono aperte al pubblico solo il lunedì mattina. Una situazione che crea disagi ai talamonesi e anche ai turisti. «Le scrivo a nome di tutti gli anziani del paese che – si legge nella lettera – vedono i loro servizi essenziali, a differenza di quanto succede in altri Comuni, ancora soggetti alle norme anti Covid. Con questa mia lettera la volevo informare che l’ufficio postale di Talamone che, dopo una lunga battaglia condotta in passato, stava aperto tre giorni a settimana (lunedì/mercoledì/ venerdì), da tempo, è aperto un solo giorno a settimana (il lunedì) con tutti i disagi che questo comporta trattandosi di una popolazione anziana che spesso ha anche difficoltà a spostarsi per mancanza di mezzi, di cattivi collegamenti della mobilità pubblica o ha congiunti troppo lontani che quindi non li possono accompagnare all’ufficio postale di Fonteblanda. La porto a conoscenza anche del fatto che l’apertura delle Poste di Talamone è stata sancita anche da una comunicazione dell’ufficio dell’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e da una sentenza del Tar della Toscana».
«Purtroppo – aggiunge Cagnacci nella lettera – l’apertura delle Poste un solo giorno a settimana non è il solo disagio con cui devono fare i conti i cittadini talamonesi. Stessa situazione si registra per il centro prelievi: dopo la chiusura del centro prelievi di Fonteblanda, quello di Talamone era diventato il punto di riferimento della zona. Nonostante questo per le norme anti Covid, piuttosto che adeguare i locali alle norme previste per contenere il contagio, si è preferito chiudere. Stesso discorso anche per l’Acquario di Talamone: invece che riparare i guasti e sanificare i locali per offrire un servizio ai turisti, si è deciso di non aprirlo. Stesso ragionamento per la Fortezza. Se la visita all’Acquario e alla Fortezza sono servizi che offriamo ai turisti, l’apertura delle Poste e del centro prelievi vanno di certo a vantaggio delle persone che abitano il borgo che sono per lo più anziane. Per questo sono le più colpite: tanto il loro scoramento nel vedere che, dopo una vita di duro lavoro, si vedono negare diritti fondamentali in nome di chissà quale motivo».
Cagnacci ricorda l’assenza delle istituzioni locali alla manifestazione e invita il prefetto a farsi carico della situazione per restituire agli abitanti del borgo il loro ufficio postale aperto almeno tre giorni a settimana. «I cittadini sono stanchi e provati e sono pronti a manifestare in maniera più energica arrivando anche a bloccare la strada. Nessuno di noi vorrebbe arrivare a tanto e speriamo che il prefetto possa dare seguito alle nostre richieste». —
ivana agostini
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