Il Tirreno

Grosseto

la questione irrisolta  

Uffici postali ancora chiusi «Dipendenti penalizzati»

Uffici postali ancora chiusi «Dipendenti penalizzati»

La sede del Casalone e quella di via Cimarosa a Follonica non hanno riaperto Per la Cgil chi è in forza in questi sportelli subisce gli effetti del distaccamento

3 MINUTI DI LETTURA





grosseto

Ci sono due uffici di Poste Italiane che dall’esplosione dell’emergenza sanitaria non hanno più riaperto al pubblico: si tratta dell’ufficio postale del Casalone a Grosseto e dell’ufficio postale follonichese di via Cimarosa. Slc Cgil accende i riflettori su entrambe le chiusure, analizzando le conseguenze sia dal punto di vista del servizio offerto ai cittadini sia sul fronte dei lavoratori dipendenti di Poste Italiane in forza nelle due sedi e che, secondo il sindacato, subirebbero riverberi negativi da questa situazione.

«A inizio pandemia, quando era difficile il rifornimento di dispositivi come mascherine, gel, schermi in plexiglas, quando tutta Italia si è ritrovata in lockdown – nota Roberta Gianninoni, segretaria generale Slc Cgil Grosseto – la nostra prima richiesta è stata quella di salvaguardare la salute dei lavoratori». «Ci siamo battuti per evitare le trasferte del personale sul territorio – continua – abbiamo chiesto di garantire esclusivamente i servizi essenziali».

Adesso però la situazione, secondo Slc Cgil, è cambiata: non è finita l’epidemia da coronavirus ma è cambiato il contesto: non ci sono più, per esempio, i problemi iniziali di approvvigionamento di gel disinfettanti o mascherine proteggi bocca e naso. «Abbiamo compreso tutti – sottolinea Gianninoni – che ci sono nuove abitudini da tenere, distanze, file ordinate... Stupisce quindi – aggiunge – la volontà di tenere ancora chiusi o razionalizzati alcuni uffici postali».

A rimetterci, oltre che i cittadini, sarebbero i lavoratori, secondo Slc Cgil: «Gli uffici hanno aperture ridotte ma non un’utenza ridotta. Significa che nei giorni di apertura servono un gran numero di clienti, che formano lunghe file, spesso sotto al sole e con temperature che ora sono quasi proibitive». E fin qui le esigenze dei cittadini.

Non solo. «Nei giorni di chiusura gli impiegati vengono spostati in altri uffici, spesso a doppio turno, a scapito della gestione personale e familiare che ognuno si è scelto – descrive Gianninoni – Coloro, invece, che lavoravano in un ufficio rimasto chiuso, vengono continuamente distaccati negli altri. È il caso dell’ufficio postale Grosseto 5 al Casalone e dell’ufficio postale Follonica 2 via Cimarosa».

Slc Cgil definisce «incomprensibile» la mancata riapertura, anche parziale, di questi due uffici, «basti pensare – aggiunge la segretaria generale – alla corrispondenza ancora lì in giacenza da marzo».

Grosseto 5 è vicino al centro commerciale Aurelia Antica – nota il sindacato – ed «è proiettato nel bacino di utenti dei vacanzieri di Principina a Mare e Marina di Grosseto, mentre e Follonica 2 è un ufficio di una città turistica dove in estate gli abitanti si moltiplicano».

«Non riusciamo a vedere – conclude Gianninoni – un disegno aziendale che vada al di là dell’emergenza Covid, fatto per mascherare una carenza di personale mai ufficialmente dichiarata e che potrebbe portare a chiusure e razionalizzazioni definitive, con inevitabili perdite di posti di lavoro e servizi per i cittadini. Ci auguriamo che Poste Italiane riveda la sua posizione sulle attuali aperture. Noi non abbasseremo la guardia e siamo pronti a scendere in piazza». –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa