Sicurezza
«Gli infermieri a servizio delle scuole»
Il presidente Nicola Draoli: «Ci mettiamo a disposizione delle amministrazioni per avviare progetti utili alla nostra comunità»
in tempi di covid
Il rientro a scuola dei bambini è uno dei temi su cui le istituzioni, a più livelli, si stanno interrogando. Anche l’Ordine degli infermieri di Grosseto vuol dare il proprio contributo per rendere il rientro negli istituti scolastici più sereno per i ragazzi, le loro famiglie, ma anche per il corpo docente e il personale ausiliario.
«Abbiamo avviato una riflessione che vogliamo condividere anche con gli amministratori locali, per mettere le nostre competenze a disposizione della scuola», spiega il presidente Nicola Draoli.
I bambini in età prescolare e scolare sono soggetti a disturbi influenzali, dal raffreddore alla tosse, dissenteria o congiuntivite, che non hanno niente a che vedere con il Covid «ma che potrebbero mettere in difficoltà il personale preposto al triage dei piccoli che dovranno frequentare gli istituti. Pensare di limitare l’accesso ai bambini di fronte a uno solo di questi sintomi renderà le aule spesso vuote, quindi è necessario, a nostro parere, individuare modalità di triage più dettagliato e facilitare il compito alla scuola e alle famiglie». È di pochi giorni fa la pubblicazione di un’indagine effettuata da infermieri iscritti all’Opi di Grosseto, condotta prima del Covid in un istituto della provincia. «Dalla ricerca è emerso che il 100% dei docenti intervistati era favorevole all’inserimento di un infermiere scolastico all’interno del proprio istituto. Le motivazioni alla base di questa risposta sono state varie: dall’assistenza ai soggetti con patologia cronica, alla capacità di intervento in caso di emergenza, passando per la presenza di una persona qualifica a cui rivolgere domande e chiedere consigli. Crediamo – aggiunge Draoli – che l’infermiere di famiglia e comunità potrebbe soddisfare queste necessità, senza essere una figura fissa a scuola. Potremmo strutturare dei modelli per mettere a disposizione degli insegnanti dei professionisti ai quali rivolgersi in caso di dubbi e difficoltà». L’infermiere di comunità è una figura su cui il cosiddetto decreto “Rilancio”, convertito in legge (n. 77/2020), investe stanziando fondi per le assunzioni: si parla di 8 professionisti ogni 50mila abitanti: «E questo – continua Draoli – significa che nella nostra provincia saranno 36 le nuove assunzioni dedicate a questo tipo di servizio». Nell’idea di collaborazione proposta dall’ordine non rientrano solo gli infermieri, ma anche pediatri di libera scelta. «Abbiamo già proposto incontri ad alcuni amministratori della provincia - dice Opi - perché mettersi al lavoro subito insieme significa essere pronti per sostenere le scuole in autunno, quando forse le influenze si presenteranno». —
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