Sicurezza
Via erbacce ed arbusti A Sovana torna alla luce la tomba dei Leoni
Vero e proprio gioiello antico della necropoli etrusca, era finora invisibile. Grazie a un finanziamento europeo fra un mese tornerà visitabile
sovana
Scoperto e a disposizione degli appassionati un altro gioiello della necropoli etrusca di Sovana: la tomba dei Leoni.
Probabilmente fra un mese sarà possibile ai turisti visitare questa tomba inaccessibile fino ad oggi e splendido reperto etrusco che fa parte del patrimonio del Parco archeologico della città del tufo, nel comune di Sorano. Una vera chicca, finora ricoperta da arbusti e vegetazione, praticamente invisibile e invisitabile, nonostante si trovi proprio a fianco della splendida Tomba Ildebranda, fra i più famosi manufatti etruschi di Sovana.
«L’operazione è stata resa possibile – spiega il sindaco Pierandrea Vanni – grazie a un finanziamento europeo destinato alle regioni transfrontaliere su cui ci siamo inseriti e grazie anche alla risoluzione della questione che la tomba dei Leoni si trovava su un terreno privato. Adesso tutto è a posto e dunque gli operatori, i restauratori e gli archeologici stanno lavorando perché la tomba diventi visitabile».
La restauratrice Stefania Caloni, dettagliando, chiarisce: «La tomba dei Leoni, accanto alla nota Tomba Ildebranda, non è praticabile perché invasa dalla vegetazione e perché l’area non è in sicurezza. L’intervento su cui stiamo lavorando, è iniziato dalla rimozione manuale delle piante a cui seguirà l’applicazione di una sostanza deterrente per la ricrescita della vegetazione. Terminata questa prima fase, si passerà alla delicata operazione delle camere della tomba stessa. Per permettere l’accesso dei visitatori, sarà costruita e posizionata una passerella con delle scalette per arrivare sopra alla tomba stessa. Ci vorrà circa un mese per permettere ai vari artigiani e fabbri che debbono costruire la passerella di rendere il luogo agibile e visitabile in tutta sicurezza».
La tomba dei Leoni si chiama così per la presenza di due leoni scolpiti nella pietra che dovevano sorvegliare che nessuno disturbasse il sonno del defunto.
La tomba fa parte della Necropoli del Felceto in cui si trovano la Tomba Ildebranda, quella del Tifone, di Pola, dei Demoni alati e Pisa.
Le altre tre prestigiose necropoli sono quella di Sopra Ripa con la Tomba della Sirena e le tombe a dado e semidado; la Necropoli del fosso Folonia con la Tomba Folonia e infine la Necropoli del Sileno con la Tomba del Sileno e dei Colombari.
Nell’area si snodano le tre suggestive vie cave Etrusche: Via Cava di Poggio Prisca (necropoli del Felceto); Via Cava del Cavone (necropoli del Felceto); Via Cava di San Sebastiano (necropoli di Sopra Ripa).
Una zona molto delicata colpita nel novembre 2012, dall’ondata di maltempo che distrusse e inondò di fango la via cava Il Cavone, lasciando fortunatamente indenni la tomba Ildebranda, e della Sirena, restata inagibile fino ai lavori di ripristino. La Via Cava detta Il Cavone è facilmente raggiungibile dalla strada provinciale che collega Sovana a San Martino sul Fiora ed è un percorso scavato nella roccia di tufo, una via fra le più suggestive della zona sia per le sue dimensioni ciclopiche ma anche per le numerose varietà di felci, muschi e licheni oltre a numerose piante di alto fusto cresciute nella parte alta del percorso e qui particolarmente rigogliose per la presenza di un clima fresco e umido. Oggi il Cavone, dopo la bomba d’acqua del novembre 2012, è stato ripristinato grazie a un finanziamento regionale ed è visitabile e percorribile. —
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