Sicurezza
Cucì le mascherine per tutti: Dido Lettieri è cittadino dell’anno
alberese
L’associazione politico-culturale Per Grosseto presieduta dall’ex vicesindaco di Grosseto Paolo Borghi ha deciso di istituire il premio Diana Umbronensis conferito al cittadino dell’anno che si è distinto per particolari meriti e ha voluto che la prima edizione del premio fosse assegnata ad Adolfo Lettieri detto Dido, il tappezziere grossetano che insieme al figlio Alessio durante il lockdown ha confezionato 30mila mascherine che venivano distribuite gratuitamente a chiunque ne avesse necessità in un momento in cui questi dispositivi erano introvabili, se non a costi molto alti. «Siamo felici di essere i primi a dare un riconoscimento simbolico alla generosità di Adolfo Lettieri – dice Paolo Borghi – anche se ci aspettavamo che qualcun altro prima di noi lo facesse. Mi ha molto colpito passare da via Santorre di Santarosa (dove si trova l’attività della famiglia Lettieri) e vedere tutte quelle persone in coda per la mascherina. Ha fatto una cosa straordinaria con il cuore e rimettendoci di tasca propria visto che ha utilizzato materiali di cui disponeva per il negozio come il tessuto non tessuto e gli elastici». «Non c’era alcun dubbio sulla persona da premiare quest’anno – aggiunge il vicepresidente di Per Grosseto Luca Ceccarelli – perché Adolfo, e con lui il figlio Alessio, hanno dato risposta a un bisogno della comunità alle prese con lo smarrimento e le difficoltà di un’emergenza sanitaria complessa».
La consegna del premio (una targa ricordo con l’effigie di Diana Umbronensis, la divinità venerata nel tempio scoperto alcuni fa in località Scoglietto nel Parco della Maremma, e la pergamena con le motivazioni) è avvenuta venerdì sera all’agriturismo Il Duchesco di Alberese dove il titolare Fabio Duchini, che fa parte di Per Grosseto, ha organizzato con la moglie Cristina una bella cena maremmana con musica dal vivo. Sul palco gli Sbandatos, gruppo grossetano in cui lo stesso Lettieri milita come tastierista. Il tappezziere non sapeva di essere il premiato e si è emozionato quando il giornalista Carlo Sestini ha raccontato la sua storia che ha fatto il giro del mondo e lo ha chiamato a ricevere il premio. «Abbiamo fatto solo quello che ci sentivamo – ha detto Lettieri commosso – Lo rifarei ancora». Sestini e Lettieri hanno ricordato tutte quelle persone che, colpite dalla generosità del tappezziere, hanno cucito a casa propria parte delle mascherine creando una rete di solidarietà. —
Sara Landi
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