Il Tirreno

Grosseto

castel del piano 

Misericordia in rosso per 300mila euro E ancora niente giovani

Fiora Bonelli

Giovedì scorso l’assemblea dei soci per discutere della falla Don Lanini: «Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti» 

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Fiora Bonelli / castel del piano

Preoccupazione, voglia di conoscere il perché della falla della Pia Associazione di Misericordia di Castel del Piano che si è affidata a un commissario per provare ad uscire da una situazione economica drammatica.

Sono infatti circa 300mila euro in rosso quelli che hanno messo in ginocchio la storica associazione che quest’anno avrebbe dovuto festeggiare 150 anni dalla fondazione.

Nell’assemblea che si è tenuta giovedì sera alle 21, nel piazzale dell’Oratorio, voluta con forza dal correttore, don Gianni Lanini, si sono sentite varie voci. Quella di don Gianni prima di tutto che in una lettera a tutta la popolazione aveva scritto: «Se siamo tutti insieme possiamo salvare la Misericordia, altrimenti corriamo seriamente il rischio di perderla e perderla per sempre». Don Gianni aveva fatto un appello perché i volontari tornassero a prestare gratuitamente il loro servizio.

Perché, in effetti, la questione è tutta qui: i volontari si sono rarefatti e per permettere il funzionamento di ambulanze h 24, sono stati assunti dei dipendenti. Troppi, perché, come molti hanno osservato, un’associazione di volontariato per reggere economicamente, deve avere tanti volontari e pochi dipendenti: un dipendente su quattro volontari.

Invece sono tredici e forse anche di più. Di volontari non c’è rimasta che qualche briciola.

Anche il commissario straordinario Carlo Nisi, direttore di banca in pensione e membro attivo della Misericordia di San Quirico D’Orcia, nominato per rimettere i sesto i conti, si è detto preoccupato. Sono circa venti giorni che sta analizzando i documenti e se in tre mesi riuscirà a sanare la situazione bene, altrimenti i libri contabili saranno portati in tribunale.

Altre voci, poi, hanno ricordato il senso e la storia dell’Associazione. Come quella di Roberta Pieri, che ha rammentato che il padre, Marcello Pieri, fu in passato per oltre vent’anni, presidente della Misericordia, quando davvero la pia associazione si basava solo sul volontariato e problemi economici non ce ne erano. E anche Franco Cosimi, governatore della Misericordia prima del Governatore Mario Messina, ha sottolineato come nel 2017, quando lasciò la carica, c’erano 70mila euro di avanzo.

Ma nel 2018 il disavanzo era già di 105mila euro e nel 2019 di 250mila euro. Nel 2020 è diventato di 300mila.

L’appello del correttore don Gianni ai volontari affinché tornassero a dare una mano alla storica associazione è stato, durante l’assemblea, raccolto da due persone che si sono rese disponibili: Enzo Fazzi, ex assessore del comune di Castel del Piano, e Samuele Pii, capogruppo di minoranza del consiglio comunale di Castel del Piano, che hanno chiesto, comunque, lumi più precisi sulla situazione attuale.

Ma il dato preoccupante è stato l’assenza di giovani all’assemblea, proprio quelli di cui la Misericordia avrebbe necessità per continuare la propria opera.

«Il nostro appello alla popolazione – ribadisce don Gianni – non era assolutamente una richiesta di soldi, ma, appunto, una sollecitazione a far tornare i volontari. Senza di essi è impossibile farcela. Abbiamo indetto questo incontro perché c’è bisogno del sostegno di tutti e perché le azioni necessarie che il Commissario straordinario dovrà compiere non saranno del tutto indolori. Compito meno amaro se si sente che non si è soli nel portarlo a compimento. C’è bisogno dell’aiuto di tutti perché la Misericordia è una ricchezza del paese e della popolazione e perderla senza esserci impegnati tutti insieme sarebbe una sconfitta per tutti». —

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