Trasporti
«Dall’Asl troppa precarietà Servono risposte precise»
GROSSETO
«Dopo il lockdown e l’ordinanza regionale 49/2020, con la quale il presidente Enrico Rossi ha autorizzato le aziende sanitarie a “programmare la ripresa dell’erogazione delle attività sanitarie negli ospedali e sul territorio, in modo progressivo e graduale”, ci saremmo aspettati di più dalla direzione dell’Asl sud est. Invece ci siamo trovati davanti ai Piani di dettaglio, ovvero una sommatoria di schede in cui sono trattati in maniera precisa alcuni aspetti relativi al Misericordia riconfermato come hub Covid (ad esempio, il destino delle cure intermedie per il recupero di posti letto, il decongestionamento), lasciando il resto delle strutture sanitarie in una situazione di precarietà non ancora definita». Chi parla è Olinto Bartalucci, segretario confederale di CdLT (sanità - contrattazione sociale) della Cgil di Grosseto che alla direzione Asl pone alcune domande «che al momento non trovano risposte nei Piani presentati: quale sarà l’assetto definitivo delle strutture sanitarie della provincia di Grosseto? Dove si pensa di trovare gli spazi per le attività che verranno “espulse” dal Misericordia causa Covid? Come si intendono utilizzare gli spazi di Villa Pizzetti? E per realizzarci cosa? Dove troveranno sede le Case della salute di Grosseto e del territorio, di cui al protocollo d’intesa tra sindacati e Regione Toscana del 10 febbraio scorso? Quale sarà l’assetto definitivo di via Don Minzoni? Le attività amministrative dove verranno concentrate?».
Tre aspetti, in particolare secondo Bartalucci, «meritano immediati chiarimenti. Il primo riguarda le due Rsa del “Pizzetti” e di Follonica («pericoloso un accentramento di Rsa sul capoluogo che rischierebbe di mettere in crisi le altre strutture provinciali»); il secondo riguarda prelievi e laboratorio analisi («non è chiaro il ruolo del laboratorio del Misericordia»); il terzo riguarda «il futuro assetto della sanità grossetana e la nostra capacità di poterlo progettare, non solo sulla base degli sconvolgimenti legati alla pandemia, ma considerando anche i bisogni di una società che sta rapidamente invecchiando e che avrà necessità di ospedali moderni ed efficienti». —
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