Attenzione
Ragazzi terribili, parte il corteo di genitori
Danni e scorribande. Le famiglie si rivolgono al Comune: «Una banda sta condizionando la vita dei nostri figli: ora basta»
Un gruppo di genitori di ragazzi minorenni, che la sera abitualmente escono in centro, a Grosseto, ha deciso di coinvolgere il sindaco e l’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti riguardo al problema dell’ormai famosa “banda della Cavallerizza”, un gruppo di giovanissimi (una ventina di elementi) che da settimane – ogni sera, ogni notte – combina guai nell’area delle Mura (e non solo), condizionando la vita dei coetanei, ma anche degli adulti.
«Comportamenti – spiega Michela, mamma e insegnante, promotrice dell’iniziativa – che definire inadeguati è un eufemismo». E negli ultimi tempi, effettivamente, si registra a Grosseto un’escalation di fatti di cronaca: prima i danneggiamenti alla Cavallerizza, con il lancio di pietre sulla pista dell’arena (a destra nella foto dell’agenzia Bf), poi le scritte con gli spray sempre nella stessa area (al mattino, spesso, coperta di rifiuti di ogni tipo), le scorribande notturne al Maiano, fino al party fai-da-te di lunedì sera. Tutto questo condito da schiamazzi, risse, atteggiamenti costantemente provocatori nei confronti di chi si azzarda a dire qualcosa, residenti o esercenti.
«Ci rivolgiamo al Comune di Grosseto, con un approccio costruttivo – prosegue ancora Michela, che ha due figli minorenni – per evidenziare una situazione che a nostro avviso sta sfuggendo di mano a tutti. In centro, a Grosseto, si è strutturata da settimane una banda di ragazzini che sta condizionando la vita dei nostri figli, rendendo pericolose per loro le strade della città e in particolare il perimetro delle Mura».
Ieri sera, per esempio, c’era a Grosseto l’iniziativa Ristorando in sagra, una sorta di notte bianca. «Io e altre mamme – raccontava Michela nel pomeriggio di ieri – siamo preoccupate nel mandare i nostri ragazzi in giro, in centro, perché temiamo che restino coinvolti in qualche brutta situazione. Posso testimoniare che anche ragazzi e ragazze più grandi, di 25-28 anni, si tengono alla larga da questa banda di ragazzini. Si racconta che anche incrociare il loro sguardo, a volte, può essere interpretato come una provocazione. Tra l’altro sono quasi tutti minorenni e se anche qualcuno volesse difendere potrebbe di colpo trovarsi in guai seri...».
L’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti ha subito recepito la sollecitazione: «Conosciamo il problema e sono a disposizione – spiega – da assessore e da genitore. Farò parte del presidio che stasera si ritroverà in piazza Dante. Faremo un giro, cercando di capire quale può essere la soluzione. A mio avviso i controlli sono necessari, ma gli interventi vanno concepiti e compiuti a monte, nelle famiglie. In questa fase comprendo la necessità dei genitori presenti di testimoniare in maniera forte, per dare risalto a questa problematica, che si esplicita in danni, vandalismi, schiamazzi e aggressività molesta».
Michela è una donna coraggiosa. Ci mette la faccia, senza timore: «Far finta di non vedere ciò che accade ogni sera non è la soluzione. Usciamo allo scoperto, come genitori preoccupati, perché speriamo che si muovano le istituzioni, le forze dell’ordine. È una protesta spontanea che ha come unico fine quello di riportare un po’ di tranquillità nelle strade e nelle piazze di Grosseto “battute” da questo gruppo di ragazzini, magari facendo capire a loro e alle famiglie che la misura è colma». —
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