«Nessuna estorsione, Marchionni era in debito»
grosseto
Non c’è mai stata estorsione, al massimo esercizio arbitrario delle proprie ragioni, perché quei soldi Luca Marchionni li doveva ad Angelo Murè. La tesi della difesa dell’imputato è questa, come ha rimarcato durante l’arringa l’avvocato Riccardo Sensi. Mentre per quel che riguarda la presunta aggressione ai danni dell’imprenditore Arietto Giovannelli, questa viene ricostruita solo dai testimoni ritenuti inattendibili dalla difesa. Quindi, anche in questo caso, manca l’elemento oggettivo. È una lunga ricostruzione, quella che l’avvocato fa in aula smontando pezzo per pezzo l’accusa di estorsione ai danni di Marchionni. «Muré con la sua ditta aveva lavorato nei villaggi turistici di Marchionni, che gestiva tutte le società come se fossero una soltanto - dice - Era chiaro che, quando non veniva pagato, ha chiesto direttamente a lui il suo compenso».
Murè, per le prestazioni fatte, aveva emesso fattura. «Cosa dobbiamo fare - chiede l’avvocato - tirare in ballo anche lo Stato come correo perché su quelle cifre venivano pagate le tasse?».
Gli avvocati Riccardo Sensi e Rachele Amore Vattone hanno esplorato i due capi d’imputazione su cui pende l’aggravante del metodo mafioso per Murè, giungendo alla conclusione, proposta al collegio, che non ce ne siano i presupposti.
«Murè può apparire come una persona rozza, dai modi spicci, con lo sguardo torbo, come hanno detto alcuni dipendenti dello studio, ma questo non fa di lui un mafioso», ha detto Sensi, ricordando che nel casellario giudiziario del suo assistito c’è sì una condanna per associazione a delinquere di stampo mafioso, ma che questa «risale a oltre 30 anni fa». Anche per quanto riguarda quello che è successo con Giovannelli si può dire, secondo il difensore, che ci sia stata una pressione mafiosa. «Giovannelli ha conosciuto Murè nel 2014 e ha detto lui stesso che non conosceva il passato criminale di Murè».
La terza condizione per far sì che sussista il metodo mafioso è il contesto sociale e anche su questo Sensi controbatte: «Con un metodo mafioso si presuppone l’omertà, ma Giovannelli è andato più volte dai carabinieri. Ma di quale omertà parliamo?». — F.G. E A.F.
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