Il Tirreno

Grosseto

le finanze pubbliche  

Manovra di bilancio bis Per ridurre la Tari altre risorse fresche

Enrico Pizzi/

Quasi raddoppiata la somma per finanziare “lo sconto”  Il consiglio comunale di lunedì voterà la seconda tranche

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Manovra di bilancio bis, per il comune di Grosseto che rivede i conti fatti a maggio, incrementa, quasi raddoppiandola, la somma di un milione di euro destinata a ridurre la tassa sui rifiuti (Tari) e prevede oltre un milione e 200mila euro per investimenti.

Il consiglio comunale di lunedi 27 luglio sarà chiamato a votare una seconda variazione che tiene conto degli acconti Imu, recentemente versati, ma anche dei trasferimenti statali che, nel frattempo, sono arrivati nelle casse comunali.

In principio erano due milioni e 600mila euro, recuperati per lo più attraverso la ricontrattazione di mutui, e la prima manovra aveva destinato all’azzeramento del canone per l’occupazione del suolo pubblico (Cosap) 700mila euro che, in parte, sarebbero stati recuperati da risorse statali. Il resto, invece, era stato accantonato in attesa di vedere quale sarebbe stato l’andamento del gettito Imu. Tra le misure, poi, c’era l’ipotesi di destinare circa un milione di euro a uno sconto sulla Tari. Dallo Stato, intanto, è arrivato un acconto di un milione e trecentomila euro (si attende un trasferimento a saldo almeno di pari entità) e sono arrivati 445mila euro come ristoro dei mancati introiti di Cosap, Imu e imposta di soggiorno, abbondantemente insufficienti a coprire le minori entrate.

Il Cosap, infatti, è stato tagliato per 650mila euro, l’imposta di soggiorno, pari a 550mila euro, è stata azzerata e, a conti fatti, l’acconto Imu è stato inferiore alle previsioni per circa 850mila euro, anche se, prudenzialmente, il Comune aveva previsto circa un milione in meno. Fondi statali insufficienti, dunque, ma meglio che niente.

A dare ossigeno al Comune ci sono, poi, alcune voci importanti, come gli utili delle Farmacie Comunali (130mila euro in più), circa 400mila euro di risparmi dalla gestione dei rifiuti e quasi 600mila euro che non devono essere accantonati a fondo crediti perché il Comune e stato virtuoso nel pagamento delle fatture del 2019.

Si tratta di «un bilancio che – spiega l’assessore alle finanze Giacomo Cerboni – torna in equilibrio, in sicurezza». Il fondo di riserva può essere ridotto da due milioni e 600mila euro a circa 950mila euro: azzerato il rischio legato alla tassa di soggiorno (550mila euro), confermata a 650mila euro la parte da destinare all’azzeramento Cosap, contenuti in 850mila euro i minori introiti Imu, con le entrate da infrazione al codice della strada che hanno ripreso a girare, si tratta di attendere gli ulteriori trasferimenti dello Stato che non dovrebbero essere inferiori al milione e 300mila euro già ricevuto e vedere come andrà, a fine anno, il saldo Imu.

In ogni caso, l’accantonamento di quasi un milione dovrebbe bastare.

In questa situazione, la giunta può proporre una manovra che porta da uno a un milione e 900mila il taglio della Tari. «Tutto ciò – spiega il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – si tradurrà in una riduzione in bolletta per famiglie e aziende, in linea con la politica di riduzione tributaria adottata in questi anni, con una particolare attenzione per le attività danneggiate dall’emergenza coronavirus che stimiamo di almeno il 25% rispetto al 2019».

Inoltre il settore lavori pubblici avrà un milione di euro in più di risorse dell’ente e 200mila euro da mutui per la ripresa dei cantieri. Sommando risorse comunali a risorse statali, la cifra in gioco è, attualmente, di 6 milioni e 700mila, «il 72% delle quali – spiega Cerboni – sono del Comune e il resto trasferimenti dello Stato». —

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