Il Tirreno

Grosseto

il caso  

Attaccano la sua foto ai pali di via Saffi «Attenti a quest’uomo, avvelena cani»

Giovanna Mezzana
Attaccano la sua foto ai pali di via Saffi «Attenti a quest’uomo, avvelena cani»

Franco Innocenti, ex dirigente di Mps, si ritrova sbattuto sui muri cittadini con un’accusa infamante Sconvolto per l’accaduto, spera che le telecamere vicino al carcere abbiano ripreso i responsabili  

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grosseto

Per strada spuntano foto che lo ritraggono e sopra di esse è stampato un avviso alla cittadinanza che lo condanna per un’accusa infamante: attenzione, quest’uomo potrebbe avvelenare il vostro cane. È un incubo da cui ancora non si è svegliato Franco Innocenti, 61 anni, una carriera trascorsa nell’alto management del Monte dei Paschi, oggi consulente finanziario con una vita riservata. E una sola passione: la sua cagnolina Lola. Qualcuno in città lo accusa di essere un potenziale avvelenatore di bestiole domestiche, e lo fa con un metodo brutale: sbattendo la sua faccia sui muri cittadini. È sconvolto, e racconta quanto accaduto al Tirreno dopo aver presentato una denuncia contro ignoti ai carabinieri.



Tutto inizia ieri mattina. Gli squilla il telefono. È un’amica, che abita nelle vicinanze del carcere. È appena uscita di casa per gettare l’immondizia e lungo il percorso ha trovato per terra una foto plastificata con attaccato un cordino bianco: probabilmente era stata legata da qualche parte. La foto ritrae l’amico Franco intento a controllare il cellulare mentre tiene il suo cane al guinzaglio; sopra c’è scritto: “Attenzione. Potenziale avvelenatore di cani. Teniamolo d’occhio. «Le ho detto di raccoglierla immediatamente – descrive Innocenti – ma con le dovute cautele».



È allibito, basito, senza parole. E non finisce qui. Poco lontano dalla prima foto, ce n’è un’altra: «La seconda l’ho trovata io – spiega – Era in via Saffi, di fronte alla ferramenta Cavalieri, attaccata a un palo. Ora le custodisco con la stessa cura con cui sono state confezionate». Un tarlo lo tormenta: chi può aver fatto una cosa del genere a lui che i cani li adora?



«Io ero un dirigente ai vertici del Monte dei Paschi – dice – E ho lasciato quella carriera con un’unica motivazione: stare con la mia Lola». Lola è una bulldog francese, di sei anni e mezzo. «Non vado al cinema, non vado a teatro per non lasciarla sola, se viaggio, la porto con me. Io per lei stravedo – continua – e non farei mai nulla di male a nessun cane: anzi, ogni mese faccio donazioni a favore de i canili».



Chi è che non ama il proprio cane? Per Franco, però, l’attaccamento a Lola ha una radice molto più profonda di quanto si possa pensare. «Un giorno la mia seconda moglie mi disse: “Se mi succede qualcosa, mia mamma deve venire a prendere il cane e il gatto perché tu non saresti in grado di occupartene”. Scherzava, ovviamente». Ma il destino è stato crudele e Franco ha perso l’amata compagna di lì a poco: per un aneurisma che se l’è portata via a 41 anni. Lola aveva 9 mesi: e se il gatto ha trovato casa dai suoceri, lui ha deciso che dalla cagnolina non si sarebbe più separato: neanche per un istante. «È un po’come se mia moglie rivivesse quando mi prendo cura di lei», dice.



Da quella grave perdita, Franco Innocenti conduce una vita abitudinaria, riservata, anzi, schiva. Ecco perché non riesce a capire chi può volergli nuocere tanto. «In tutta Grosseto, conoscerò dieci persone», dice lui che per il suo lavoro ha tanto viaggiato in lungo e in largo per l’Italia per poi decidere di stabilirsi a Grosseto, e la cui unica occupazione è prendersi cura del proprio cane. «Esco la mattina alle 5, 30 e porto Lola al parco dell’Ombrone»: fanno una lunga passeggiata. «Nel tardo pomeriggio – invece – lascio l’auto in via Fossombroni, passiamo il Vallo degli Arcieri, le Mura...» per un’altra trotterellata. «Io non capisco chi può avermi fatto una cosa del genere – sottolinea – Mi viene in mente solo uno screzio, tre settimane fa, con una coppia perché teneva il cane, di grossa taglia, senza guinzaglio: ma è stata una discussione iniziata e conclusa, nulla di più».



Non ha dubbi Innocenti: «Quella foto che mi ritrae è stata scattata ieri (mercoledì, per chi legge) intorno alle 19, 30/19, 40 nei pressi del parcheggio degli Arcieri, quando mi ero fermato per far riposare Lola e guardavo il cellulare. È stata scattata da lontano perché nelle vicinanze non c’era nessuno». Ma ciò che davvero lo impensierisce è un altro aspetto: «È stata fatta ad arte, al pc, e poi plastificata: c’è premeditazione in tutto questo. E non escludo che in giro ve ne siano altre». Adesso l’unica speranza è che le telecamere di via Saffi, nei pressi della ferramenta, possano avere ripreso chi ha attaccato quel cartello al palo.



Intanto scende in campo l’Enpa Grosseto che difende a spada tratta Franco Innocenti stigmatizzando l’episodio che definisce «osceno». «Sono fuori della grazia di Dio – dice la presidentessa Marlena Giacolini – Pseudo-animalisti fioriscono ogni giorno e, frustrati e ignari delle leggi, si permettono di diffamare un onesto cittadino, nostro socio, che si comporta nei confronti delle persone e degli animali con educazione e civismo. Mi rivolgo all’amministrazione comunale: prima il fattaccio indegno del gatto Mao, poi questa vergognosa diffamazione; altro che telecamere, la nostra dignità non ha prezzo». –



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